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ROMA - 11-12-2019 - Le Province montane

come le aree interne devono essere  tutelate e la loro valorizzazione deve essere considerata una priorità. Questo il tema al centro dell'incontro svoltosi ieri tra il ministro per gli Affari Regionali e le autonomie, Francesco Boccia, i presidenti delle tre Province montane: Arturo Lincio (Verbano Cusio Ossola), Elio Moretti (Sondrio) e Roberto Padrin (Belluno); e i consiglieri del ministro Boccia per la montagna, i deputati Enrico Borghi e il presidente del Fondo comuni confinanti, Roger de Menech.

Il rischio spopolamento, l'emergenza causata dal dissesto idrogeologico, le difficoltà ad assicurare la rete stradale montana, alle prese con nevicate e gelo, che spesso è l'unica ad evitare l'isolamento delle comunità: sono queste le problematiche che i presidenti hanno segnalato al ministro, e per la cui soluzione occorre che il riconoscimento della specificità montana si traduca in risorse e norme.

La riforma delle Province– hanno sottolineato i presidenti – ha identificato le tre Province montane e ne ha sottolineato la necessità che queste fossero valorizzate dalle Regioni nel processo di riordino delle funzioni, così da rilevarne le specificità socioeconomiche e tutelarne le peculiarità. Purtroppo, ad oggi questa indicazione è rimasta del tutto disattesa, e le forti criticità finanziarie ed istituzionali che hanno riguardato tutte le Province hanno avuto in questi territori ripercussioni ancora più gravi. Serve una tutela sia dal punto di vista istituzionale, a partire dalla puntualizzazione funzioni, sia economica, con canali specifici di finanziamento".

Un percorso complesso quanto essenziale per dare risposte alle comunità,  che sarà affrontato a fine  gennaio negli Stati Generali della Montagna che il ministro Boccia ha voluto annunciare ai presidenti, una  sede, ha specificato il ministro, da cui dovranno emergere proposte concrete da  tradurre in atti in Parlamento
"Abbiamo ascoltato con grande attenzione le proposte dei presidenti, che si inseriscono pienamente nel processo di attuazione della riforma dell’autonomia differenziata e di valorizzazione delle zone montane che stiamo costruendo - commenta Enrico Borghi -. A fine gennaio si terrà una specifica sessione degli Stati Generali della Montagna, che finalizzerà il percorso oggi tracciato. Dobbiamo tradurre il tema della specificità in risorse e in norme".

 

 

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