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PREMOSELLO CHIOVENDA-01-01-2020- Da più di tre anni e mezzo la chiesa parrocchiale di Premosello Chiovenda è in attesa di importanti restauri. L’avvio dei lavori, tanto sospirato, dovrebbe avere luogo nei primi mesi dell’anno. Era l’inizio della Quaresima, a metà febbraio 2016, quando la caduta di frammenti d’intonaco dalla volta della navata centrale costrinse e celebrare la Messa domenicale nella vicina Sala di Maria Immacolata anziché nel tempio. Parrocchia e Comune si mobilitarono per la ricerca dei fondi necessari al restauro: il costo previsto era di circa 200 mila Euro. Attualmente, spiega il Parroco don Ezio Rametti, risulta coperto al 70 per cento circa; prosegue pertanto la mobilitazione per trovare i soldi ancora mancanti. Le indagini svolte sull’edificio di culto evidenziarono fessurazioni che dovevano essersi formate già da parecchio tempo, ma all’epoca si avanzò l’ipotesi che fossero aggravate da vibrazioni frequenti, come quelle dovute al passaggio di treni sulla vicina linea ferroviaria. Per precauzione fu sospeso il suono dell’organo e, addirittura, il canto del coro dentro la chiesa ma i successivi accertamenti non hanno dato alcuna conferma a tali ipotesi. A complicare la situazione si aggiungeva il pericolo di crollo della vecchia Sacrestia, che è ancora oggi tenuta in piedi da imponenti puntelli in legno, simili a quelli che si vedono nelle aree terremotate. La chiesa è tornata ben presto agibile, grazie ad una robusta rete metallica sistemata lungo tutta la navata centrale, a protezione contro eventuali ulteriori distacchi di materiale; a tutt’oggi la cinquecentesca chiesa si trova in questa situazione ma fortunatamente non si sono più avuti crolli. Il progetto degli interventi di restauro, affidato all’architetto aronese Mario Ziggiotto, prevede il rifacimento della copertura, il consolidamento della volta e delle murature nella Sacrestia, il consolidamento di parte delle lesioni riscontrate nella navata centrale e un ulteriore intervento per scaricare parte del peso della muratura in pietra che, dal sottotetto, grava sugli archi della navata stessa. Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza ed ha ottenuto le autorizzazioni necessarie: contributi per la copertura dei costi sono arrivati da raccolte di fondi organizzate da privati e da diverse iniziative messe in atto dalla Parrocchia. Altri fondi sono stati stanziati dalla CEI, tramite l’8 per mille e dalla CRT, con il bando cantieri di restauro.

Mauro Zuccari

 

 

 

 

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