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DOMODOSSOLA- 12-10-2015- Immigrazione, accoglienza, integrazione. Di questo

e del ruolo dell'impegno dei territori montani si palra a Roma stamane alal Camera dei deputati per la conferenza stampa organizzata dall'Intergruppo per la montagna con il presidente Enrico Borghi, il vice Roger De Menech, Ugo Baldini, della Fondazione Montagne Italia e Marco Bussone, Vicepresidente dell' Uncem Piemonte: “L’estate delle forti polemiche sull’integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo- spiegano dall'Intergruppo- è stata contraddistinta da un impegno concreto nell’accoglienza dei territori montani e dei piccoli Comuni - anche se non ovunque omogeneamente - con modelli del tutto diversi da quelli della città. Situazioni importanti, buone pratiche che confermano il ruolo sociale, antropologico ed economico che gli stranieri e anche gli immigrati da Paesi del sud del mondo hanno proprio nelle zone montane. Senza pregiudizi, senza demagogia o populismi, gli stranieri che da anni vivono e lavorano sui territori chiedono la presenza di servizi, riformano una domanda "naturale" che genera impresa e va opportunamente orientata. È un fenomeno sociale da capire e interpretare per chi ha responsabilità politiche e amministrative. L’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna intende non rimanere estraneo alle sfide sociali, antropologiche e culturali rispetto all’inserimento e all’integrazione dei migranti nelle aree alpine, oggi più che mai “sistema aperto” capace di accogliere. Servono azioni concrete da attuare d’intesa con le Regioni, supporto e accompagnamento alle associazioni locali e alle Amministrazioni, ma anche progetti specifici per l’inserimento migliore nelle comunità e l’aumento della coesione. Senza dimenticare che gli stranieri sono per le valli alpine e appenniniche una straordinaria risorsa, come dimostrano tanti progetti avviati e la necessità di migliorare servizi pubblici locali nei territori ove gli stranieri risiedono, a vantaggio di tutti. La Storia ci dice che le terre alte si svilupparono nella fase delle ‘Alpi aperte’, nella quale l'incrocio tra attraversamenti e popolazioni stanziali produsse l'insediamento urbano montano giunto sin qui. E la storia stessa dei montanari è storia di migrazioni, di scambi, di integrazione.

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