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giuseppe conte sorriso

PIEMONTE-24-03-2020-- Stasera il Governo ha emanato

un nuovo Decreto-Legge che entrerà in vigore probabilmente giovedi 26 marzo. Ce lo spiega l’avv. Carlo Crapanzano

Stasera il Governo ha emanato il nuovo Decreto-Legge. Quali le novità?

Innanzitutto il Governo ha riconosciuto alle Regioni, di intesa con il Governo, il potere di poter attuare misure più restrittive che ritenessero necessarie, fatto salvo per il Governo centrale il coordinamento delle norme e la titolarità delle indicazioni in ambito nazionale. Ci si riferisce ad esempio alle misure più stringenti che sono state prese pochi giorni fa da Lombardia e Piemonte e che sono cadute il giorno dopo. Adesso le Regioni possono finalmente attuare misure più restrittive.

Adesso è prevista una multa salata per chi esce senza motivo?

Sì, adesso è prevista una sanzione da 400 a 3.000 euro per chi esce senza giustificato motivo e se si trova in macchina o su altro veicolo, la multa può essere aumentata di un terzo.

Ci sono altre novità?

Sì, ed è una novità importantissima. Il Decreto-Legge prevede che da ora in poi sarà il Presidente del Consiglio dei ministri ad emettere personalmente le misure limitative con la forma dell’ormai famoso DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri). Ebbene, seppure in emergenza, il DPCM non è un atto normativo sottoponibile al controllo giuridico del Parlamento, ma squisitamente politico. Mi spiego meglio. Un decreto-legge, ad esempio, per diventare legge, ha bisogno di essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni. In sede di conversione, il Parlamento legittimamente si riappropria della sua potestà legislativa ed effettua direttamente e/o indirettamente, un controllo sull’operato del Governo e sul contenuto del Decreto-Legge. Nel momento in cui, invece, da ora in poi gli atti sono presi personalmente dal Presidente del Consiglio, il Parlamento non potrà più effettuare nessun controllo giuridico sul suo operato, ma solo politico e soprattutto viene grandemente mortificato il suo potere legislativo. Un fatto che ritengo molto grave la cui ipotesi non esiste nella nostra Costituzione.

Conte deve comunque riferire al Parlamento?

L’unico obbligo che ha Conte sarà quello di riferire ogni 15 giorni alle Camere. Vi potrà essere tutta la discussione che vogliamo, ma il Parlamento non potrà modificare o integrare le misure prese da Conte con il DPCM. Un DPCM non è un Decreto-Legge. Da questo punto di vista, il Presidente del Consiglio, a mio modesto parere, ha troppa libertà discrezionale non prevista in Costituzione.

Ma il Decreto-Legge di stasera non dovrà essere convertito dal Parlamento?

Sì, entro sessanta giorni dalla pubblicazione. E’ un’occasione importantissima che il Parlamento discuta di questa situazione che non ha precedenti nella storia della Repubblica e auspico che il Decreto-Legge di stasera venga impugnato con la massima urgenza innanzi alla Corte costituzionale.

 

 

 

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