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VCO - 26-03-2020 -- Oggi è entrato in vigore

il Decreto-Legge 19. Inasprimento delle sanzioni? Secondo l’avvocato Carlo Crapanzano, giuridicamente è proprio tutto il contrario.

Secondo il Decreto-Legge 19 in vigore da oggi, aumentano le pene per chi esce senza giustificato motivo. Ma è proprio così?
Prima di risponderle, è necessaria una precisazione. Una sanzione penale è ovviamente più grave di una sanzione amministrativa. I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni. I delitti prevedono la pena della reclusione e/o della multa; le contravvenzioni prevedono la pena dell’arresto e/o dell’ammenda. La contravvenzione, quindi, è un reato, anche se nel linguaggio comune si pensa solo che sia il pagamento di una somma. E il fatto che sia un reato ha determinate conseguenze, come ad esempio quello di risultare tra i precedenti penali di una persona.


Fino a ieri che pena era prevista per chi usciva senza giustificato motivo?
La sanzione per i disobbedienti era una contravvenzione e quindi si commetteva un reato penale. Infatti si violava l’art. 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità,) che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro. E’ previsto un procedimento nel nostro codice penale, art. 162-bis, e si può ottenere l’oblazione (pagando la metà del massimo e cioè 103 euro): la conseguenza è  l’estinzione del reato, cioè la sua cancellazione, come se non fosse mai stato commesso. Per dirla con parole più semplici, il cittadino sorpreso a violare le restrizioni, rischiava una denuncia penale che però si poteva cancellare pagando 103 euro.

Adesso qual è la sanzione prevista?
Da oggi, l’art. 4 del Decreto-Legge 19 prevede una sanzione amministrativa che va da 400 euro a 3000 euro e non si applica più in questo specifico caso l’art. 650 codice penale e, se si utilizza un veicolo, può essere aumentata di un terzo. Quindi da oggi la sanzione non è più penale, ma amministrativa. E’ vero che la somma non è più di  206 euro e adesso va da 400 euro a 3000 euro, ma è stato eliminato il reato penale per questa specifica violazione. Siccome la somma da pagare adesso va da 400 a 3000 euro, si pensa che sia più grave della somma di 206 euro, ma giuridicamente è proprio il contrario perché si è passati dal commettere un reato penale (650 codice penale) al commettere una semplice violazione amministrativa (art. 4 D.L. 19/2020). Quindi non è assolutamente vero che la pena è stata inasprita, ma al contrario giuridicamente è stata depenalizzata.

Per chi ha violato l’art. 650 codice penale fino a ieri che succede?
Sempre l’art. 4 del Decreto Legge 19/2020 prevede espressamente che per chi ha commesso fino a ieri il reato di cui all’art. 650 codice penale solo in relazione all’emergenza Covid-19, si applica la sanzione amministrativa di 200 euro. Anche in questo caso, come è facile constatare, si applica addirittura una somma inferiore (200 euro) rispetto a quella che è prevista dall’art. 650 codice penale (che è 206 euro).


Ma l’art. 650 del codice penale è stato quindi depenalizzato?
Assolutamente no. Non si applica l’art. 650 codice penale solo in questa specifica circostanza del Covdi-19. Continua ad applicarsi come sempre per tutte le ipotesi di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Alla luce di quanto da lei affermato, perché si continua a parlare di inasprimento se invece è il contrario?
Tutti hanno parlato di inasprimento delle pene. Abbiamo visto che giuridicamente è tutto il contrario perché da un reato penale si passa a una sanzione amministrativa. Secondo il mio modesto parere, il fatto che la somma da pagare arrivi fino a 3000 euro induce a pensare che la sanzione sia severa perché si ‘toccano le tasche’ dei cittadini (mi si perdoni l’espressione). Ci sarà solo un ipotetico introito maggiore nelle casse dello Stato fino quindici volte rispetto alla sanzione penale precedente. Ma, ripeto, giuridicamente è una depenalizzazione e quindi è un affievolimento assoluto della pena, anzi è proprio la cancellazione del reato penale per questa specifica circostanza.

 

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