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TORINO – 05-08-2020 – Miglioramento della

capacità di prelievo e di analisi dei tamponi e test sierologici per la popolazione, per il sistema sanitario regionale, per la rete dell’accoglienza (Rsa, Raf, Raa, centri per disabili, minori), scuola e strutture religiose; interventi sulla gestione delle risorse umane (per i prelievi), dotazione Dpi e capacità di laboratorio per le analisi, maggiore capacità di tracciare i contatti e gestire i focolai. È quanto prevede la Regione Piemonte per affrontare una eventuale ripresa epidemica in autunno. Il piano regionale, a detta di una nota dell’assessore alla sanità, letta in aula in risposta ad un interrogazione del Partito democratico, prevede inoltre la creazione di due centri di gestione delle segnalazioni realizzati e gestiti dal DIRMEI che supportino le Asl nella ricerca attiva dei casi.

L’assessorato sta inoltre lavorando per assicurare le adeguate dotazioni organiche presso i dipartimenti di prevenzione in modo da disporre di personale competente per l’effettuazione degli approfondimenti epidemiologici. In vista di una seconda ondata Covid, verrà rafforzata la collaborazione con la rete dei medici di famiglia nell’ambito dell’accordo Aircovid mentre sono in fase di revisione le procedure e in miglioramento le funzionalità della piattaforma Covid 19 Regione Piemonte anche ai fini della gestione degli isolamenti e delle quarantene. L’assessore ha inoltre anticipato che è in fase di definizione la programmazione dei piani di vaccinazione per pneumococco e per l’influenza stagionale per prevenire forme di malattia sovrapponibili dal punto di vista sintomatico al Covid19 e che si sta lavorando sui protocolli per la terapia domiciliare per ridurre ai soli casi gravi le ospedalizzazioni.

Per il capogruppo Pd le risposte rilasciate dall’assessore alla Sanità sono generiche, senza dati, senza indicazioni delle risorse economiche destinate alle azioni previste: “Durante la Fase 1 della pandemia la situazione del Piemonte si è presentata, fin da subito, drammatica e gli attuali dati internazionali sui contagi, anche in Europa, testimoniano che la battaglia non è vinta e fanno crescere la preoccupazione per una nuova recrudescenza del virus che potrebbe ripresentarsi nei prossimi mesi insieme all’influenza stagionale che, caratterizzandosi per sintomi analoghi, causerà, inevitabilmente, una confusione nell’individuazione della malattia. Quello che il gruppo Pd si aspettava nel ricevere risposta al question time, era un programma dettagliato di interventi, con indicazioni precise che entrassero nel dettaglio delle quantità delle forniture di dispositivi di protezione previste, dei presidi e dei laboratori che si occuperanno di effettuare i test sierologici e i tamponi, di un piano concreto e articolato che coinvolga i medici di famiglia nella prima gestione dei casi”. Per il capogruppo Pd “non ci si può permettere di arrivare impreparati ad affrontare una possibile seconda ondata di un virus per il quale, attualmente, non esistono né un vaccino, né cure specifiche, per questo il Partito Democratico chiederà subito un’audizione in commissione sanità per l' inizio di settembre per tenere alta l'attenzione”.

 

 

 

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