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giro frazioni fabbri montecrestese

VCO- NOVARA- 09-08-2020-- In quest gita Gianpaolo Fabbri

ci accompagna nel giro per le frazioni di Montecrestese:

PREMESSA. Ricorderemo a lungo questa gita perché è l’ultima prima della lunga clausura, che inizierà con il decreto ministeriale fra pochi giorni. Il nostro staff medico decide, comunque, già oggi di sospendere tutto, monitorando con attenzione l’evolversi della situazione, che si rivelerà tragica.
GITA  N. 14 – O 24 Ennesimo giro per le frazioni di Montecrestese
5 MARZO 2020
Dislivello: 350 m. Tempo totale: 4 h. Sviluppo: 13 km.
La giornata piovosa ci induce ad organizzare un’uscita tranquilla e adatta agli ombrelli, con un finale al ristorante che avrà grande successo per la partecipazione anche di amici assenti alla gita. Sembra un segno premonitore del lungo periodo di astinenza escursionistica che ci aspetta, quasi un pranzo di addio. Oggi il Gufo’s non è solo un punto di passaggio, ma è il punto di partenza della gita. Fra le frazioni di Montecrestese abbiamo già passeggiato altre volte, con itinerari sempre diversi grazie alla varietà di strade, sentieri e cose belle. Una signora, ormai pilastro del gruppo, accompagna il solito compatto gruppo INPS. Dopo il caffè, con gli ombrelli aperti, attraversiamo la frazione Pontetto e, tenendo la sinistra e lungo i prati, passiamo in prossimità dell’Agriturismo ed iniziamo a salire verso la Valle dei Cani. Dopo circa mezz’ora di strada e bella mulattiera dedichiamo un po’ di tempo alla visita dell’area megalitica di Castelluccio con i suoi menhir, deviando a sinistra, in leggera discesa, in corrispondenza della cappella, quota 400. Proseguiamo per Lomese, 440, lungo mulattiera e sentiero e, su strada, fino a Chezzo, 438. Torniamo sui nostri passi ed arriviamo a Montecrestese centro, ovvero frazioni Chiesa e Cresta. Passeggiamo amabilmente da un’ora e mezza. Ci informiamo in comune ed andiamo a disturbare don Luciano Mantovani che, molto gentilmente, ci accorda fiducia e ci dà le chiavi per una visita al campanile più alto dell’Ossola (67 metri) del 16° e 17° secolo. All’interno di questo si trova il campanile originario, del 12° secolo. Alcuni di noi salgono in cima all’involucro esterno, dove si trovano otto campane, e si godono un bellissimo panorama sull’Ossola, nonostante nuvole e nebbie qua e là. Ringraziamo don Luciano e proseguiamo, salendo verso il cimitero e seguendo mulattiera e sentiero fino a Giosio. Passiamo dalla Cappella di Sagrin, da Vignamaggiore, da Borella, da Roldo con il tempietto lepontico del 1° secolo dopo Cristo. La pioggerella non ci abbandona. Dopo Vigna scendiamo a Pontetto e recuperiamo le auto, poco più di tre ore dopo la partenza. Sei ragazzi, pieni di energia, proseguono a piedi lungo la piana di Masera per incrementare a tredici chilometri lo sviluppo della gita odierna e raggiungono il Circolo Alpino, dove li stiamo aspettando da poco. Qui altri cinque amici ci raggiungono, anche dalla pianura novarese, e pranziamo bene ed in allegria. E’ un vero peccato che, dopo la lunga quarantena, questo circolo, così ben gestito da due ragazzi in gamba, non possa riaprire. Ma li ritroveremo a Trontano.
 

Gianpaolo Fabbri

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