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VOGOGNA- 06-09-2020-- Venerdì nelle sale storiche

del castello di Vogogna ha avuto luogo la presentazione del libro tutto ossolano “Crevola 1487: La Battaglia” . A presentarlo gli ideatori dell'opera, Mario Troso, riferimento della scrittura nella storia novarese, insieme a Maria Luisa Picchetti. Numerosi i partecipanti, nonostante l'allerta del Covid-19, nel rispetto delle norme le persone hanno rivissuto dalle parole degli intervenuti in sala le intense operazioni militari medievali di quel tempo. 

Le vicende del libro sono ancora ben impresse alle famiglie storiche dell'Ossola e più precisamente di Crevoladossola, poiché ancora viene tramandata la dinamica, più o meno fedele, della battaglia di Crevoladossola, a cui si fa riferimento tuttora nelle immagini storiche dell'oratorio di San Vitale di Crevoladossola. Scontro ai tempi importante e drammatico di scala europea, fondamentale, insieme agli altri avvenimenti precedenti e successivi, per la creazione degli Stati nazionali, con il contenimento delle forze elvetiche a nord dei declivi montani delle Alpi Pennine e Lepontine.  Lo scontro finale sulle rive della Diveria avverrà come fase terminale delle schermaglie di Preglia e Trontano, tra le varie truppe degli Sforza milanesi contro i frilli e i fanti svizzeri.

Le dinamiche sono riportate minuziosamente, circa 4.000 unità per fronte si diedero battaglia negli 11 giorni di scontri. A risultare decisiva, appunto, la battaglia all'imbocco della Val Divedro, dove con una mossa a tenaglia i militi del Ducato di Milano circondarono prima da San Vitale e poi dalle rive della frazione Fabbrica di Crevola, gli avversari, avendo la meglio sulla controparte rossocrociata. Nella fuga rocambolesca verso il Sempione, le stremate truppe svizzere saranno decimate ancora al Ponte Dell'Orco situato dopo la frazione di San Giovanni. Pochissimi raggiunsero la madrepatria, gli abitanti dell'Ossola coadiuvarono il lavoro dei soldati milanesi nello stanare gli invasori, poiché erano già nove i saccheggiamenti nel corso dei decenni che i combattenti d'oltralpe infliggevano a queste terre.

Moltissime le perdite elvetiche, fra i 800 e 2000, mentre dalla parte sforzesca sarebbero solo 2 i caduti da piangere, secondo i resoconti dell'epoca.  Il libro contiene una miriade di dati su luoghi e vicende, facendone un prezioso documento da custodire con cura e che dovrebbe prendere posto in qualsiasi libreria ossolana che si rispetti. 

Viman

 

 

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