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gallo bernardino coop nero

VCO-11-09-2020-- Bernardino Gallo, fondatore

del Gruppo Sos Ossola, ed ex presidente dell'allora Usl 56, ha scritto una lettera pubblica al direttore generale dell' Asl Vco:

“Egregio dr Penna, mi corre l’obbligo di fare alcune considerazioni, oltre che commenti e critiche, alle sue dichiarazioni in risposta a un gruppo, ma non in difesa.

Per quanto riguarda la nostra realtà, le sue risposte non possono attenersi pedissequamente alla deliberazione regionale 19 novembre 2014, n. 1-600 (Deliberazione della Giunta Regionale 19 novembre 2014, n. 1-600.) (Adeguamento della rete ospedaliera agli standard della legge 135/2012 e del Patto per la Salute 2014/2016 e linee d’indirizzo per lo sviluppo della rete territoriale.) . Infatti, la delibera in questione indica la necessità di individuare la sede di DEA tra il San Biagio di Domodossola e il Castelli di Verbania, cosa che mai è stata fatta, ma che la rappresentanza dei sindaci nell’ASL indicò essere il San Biagio con voto unanime e unitario assente solo il sindaco di Verbania che aveva abbandonato la riunione. Tale decisione fece imbestialire la precedente giunta regionale (Chiamparino – Reschigna) che congelò tale problematica.

Questa non scelta non può far ignorare che l’area materno infantile e le aree di Pediatria e Ostetricia Ginecologia erano certamente uniche ma per essere al servizio di entrambe le strutture come Lei ben dovrebbe sapere.

A mio modesto parere la situazione non è cambiata per il nodo mai sciolto del DEA da assegnare di cui sopra e, a causa della carenza di personale e di difficoltà di reperirne si scelse la strada del Country Pediatrico e Punto nascite che non escludeva la presenza di personale in organico dell’area materno infantile.

Ancora oggi, dopo vari tagli, pensionamenti e trasferimenti ne è rimasta ancora una figura in attività al San Biagio a conferma di tale tipo di organizzazione.

Basta insistere sul taglio di risorse, servizi, posti letto e ospedali negli ultimi dieci anni con danni notevoli che sono diventati evidenti con il corona virus quando è andato in enorme crisi anche il sistema sanitario lombardo considerato al top del Paese. Tagliare ospedali e centralizzarvi la sanità nei rimanenti senza una vera sanità territoriale ridotta al lumicino con ospedali rigidi per strutture, posti letto e operatori sono stati un errore perché le patologie hanno andamenti non costanti. Per le pandemie è cosa peggiore e, se ci si pensa, rispondere con i reparti di malattie infettive “classiche” hanno prodotto contagi tra personale e tra pazienti.

Occorre una rivoluzione copernicana con strutture, a partire da ospedali, flessibili e il massimo d’integrazione non solo tra quelli base e di livello superiore ma anche con i servizi territoriali onde garantire qualità e tempestività. Questioni che potranno essere affrontate con risorse della Comunità Europea

Con tali motivazioni e in attesa La invito ad assumere personale da destinare anche a Domodossola e, siccome sarà insufficiente, a ripristinare il supporto del Punto Nascite e del Country Pediatrico e mi consenta di rammentare a me stesso che assicurare l’urgenza e l’emergenza per l’area materno infantile dopo la chiusura si è intervenuti dopo una mia precisa richiesta con minaccia di denuncie se fosse capitata qualche disgrazia che, fortunatamente, sono state evitate”.

 

 

 

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