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mozzanino cippo sindaci spalle Caddo 12 09 2020

CADDO- 13-09-2020--Mancava un giorno alla primavera

del 1945 quando a Caddo , frazione di Crevoladossola, venne barbaramente ucciso il giovane partigiano Antonio Mozzanino, rimasto ferito in uno scontro a fuoco con una pattuglia fascista del presidio di Domodossola, giunta sul posto forse a seguito di una delazione.  Mozzanino, 25enne di Craveggia, si era fermato con alcuni compagni all’osteria “della Pace” di Caddo durante una serata danzante, un momento spensierato finito in tragedia, perché se gli altri patrioti guadagnarono dal retro la via della montagna e la salvezza, lui uscì sulla strada e si imbatté nei militi che, non paghi di averlo ferito e poi brutalmente massacrato di pugni e calci, lo legarono ad un veicolo e lo trascinarono sino a Crosiggia sopra Calice, gettandolo in un letamaio, estremo gesto di spregio verso il corpo martoriato di quel partigiano che era caduto nelle loro mani.  Settantacinque anni e poco più da quel tragico evento, Antonio Mozzanino è stato ricordato con un libro ed un cippo, grazie all’iniziativa del craveggese Mario Borgnis che ha pubblicato la seconda edizione ampliata e aggiornata di “Un solo giorno a primavera” e dell’ANPI ossolana che su iniziativa del presidente Gianfranco Fradelizio ha promosso la realizzazione di una struttura che fermasse, in maniera innovativa, la memoria del giovane partigiano di cui proprio nel 2020 ricorre il centenario della nascita.  Venerdì 11 settembre, alla terrazza del Magna Mania di Caddo, quasi davanti al posto in cui Mozzanino fu trucidato, ha avuto luogo la presentazione del libro di Mario Borgnis, introdotta dal saluto del Presidente dell’ANPI ossolana e con un intervento dello studioso Pier Antonio Ragozza il quale, richiamando una espressione di Paolo Bologna indimenticato massimo storico della Resistenza locale, ha definito la pubblicazione come un “monumento di carta”, destinato a trasmettere nel tempo la memoria non solo del partigiano vigezzino, ma anche degli altri protagonisti di varie vicende della lotta di liberazione che si incontrano nelle sue pagine, sottolineando il valore e la profondità dell’indagine effettuata e dei contenuti, frutto anche di un non comune impegno civile e di ricerca della verità.  L’autore ha invece descritto le tappe e i progressivi sviluppi della sua indagine storica e del lavoro, nel quale emergono anche nomi e responsabili di quello che a tutti gli effetti fu un crimine di guerra, purtroppo rimasto impunito.  Ad accompagnare la presentazione alcune esecuzioni musicali alla chitarra di Flavio Maglio, che ha tra l’altro fatto ascoltare “Ora volo leggero” brano di grande emozione da lui scritto proprio ispirandosi alla vicenda di Antonio Mozzanino e ad una poesia di Borgnis.  Nella mattinata di sabato si è invece tenuta l’inaugurazione dell’originale “luogo della memoria” - riduttivo chiamarlo cippo - dedicato ad Antonio Mozzanino, recuperando un vecchio muro degradato e inserendo sapientemente pietra, metallo, l’immagine del Caduto accanto a fiori rossi e alcune brani di Piero Calamandrei e di Giovanni Pascoli e la scritta “per la giustizia insorsero, per la libertà caddero”, la medesima riportata sulla grande croce che spicca nel cimitero di Domodossola.  L’opera, su progetto dell’arch. Vittorio Fradelizio ossolano di origine ma attivo professionalmente in Toscana, è stata realizzata con il contributo di tanti, da coloro che hanno versato gran parte dei fondi necessari, a chi ha lavorato o fornito materiali a condizioni di favore, tutti impegnati nel voler fermare il ricordo del giovane partigiano di Craveggia.  Alla cerimonia, apertasi con l’alzabandiera e l’Inno nazionale, hanno partecipato rappresentanze dell’ANPI provenienti da un po’ tutto il VCO, presenti i partigiani Luigi Fovanna allora giovanissimo combattente con il nome di “Topolino” e Medaglia d’Argento al V.M., Arialdo Catenazzi di Verbania sempre impegnato nelle attività di diffusione dei valori della Resistenza, mentre venerdì alla presentazione del libro aveva presenziato pure Franco Sgrena, figura storica della lotta di liberazione locale ed ancora Piera Bariletta, che da ragazza fu testimone di quella tragica serata e tra gli ultimi a parlare con Antonio prima della sua morte.  Significativa la presenza delle Amministrazioni civiche di Craveggia, paese natale di Mozzanino e di Crevoladossola dove nella frazione Caddo fu ucciso, rappresentate dai rispettivi primi cittadini che hanno portato il loro saluto, analogamente alla Presidente provinciale dell’ANPI del VCO Luisa Mazzetti, dopo la benedizione dell’opera da parte del parroco don Marco Piola.  Un breve intervento di riflessione storica sull’episodio del marzo 1945 ma con collegamenti all’attualità è stato fatto da Pier Antonio Ragozza, mentre in chiusura di cerimonia, accompagnata dai canti partigiani di una rappresentanza del Coro “Volante Cucciolo”, Mario Borgnis ha letto un brano del suo libro, fondendo idealmente la memoria di carta con quella di pietra.

 

 

 

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