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tiramani
PIEMONTE – 24-09-2020 -- “Su tecnologie anti Covid

e dispositivi di protezione individuale non certificati nelle scuole Governo irresponsabile. Il Ministero ci ha risposto di mandare i Nas nei casi sospetti: ma non sarebbe meglio fornire agli operatori indicazioni precise?”, così l'onorevole della Lega Paolo Tiramani.

“Troppe scuole e istituti piemontesi e nazionali utilizzano, spesso non per colpa loro, tecnologia anti Covid 19 e dispositivi di protezione individuale non certificati. Abbiamo chiesto al Ministro della Salute, con interrogazione a risposta immediata, di chiarire con assoluta precisione e certezza, anche attraverso una circolare, i requisiti e le certificazioni che gli stessi devono possedere per essere utilizzati nel contenimento dell’epidemia. La risposta è stata purtroppo non solo generica e burocratica, ma scriteriata: si arriva a consigliare di segnalare ai Nas eventuali anomalie! E’ evidente che al Ministero della Salute non hanno compreso lo spirito dell’interrogazione: che non è quello di fare polemica, ma di evidenziare un problema concreto, con cui i gestori di strutture scolastiche piemontesi e italiane si stanno confrontando in queste settimane”.

“L’importanza che i suddetti dispositivi – spiega Tiramani, - e, in particolare, i termoscanner medicali, possono avere ai fini della ripresa delle attività, anche in ambito scolastico, è stata riconosciuta di recente dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, il quale ha confermato la legittimità del provvedimento che ha raccomandato alle scuole piemontesi “di procedere alla misurazione della temperatura agli studenti prima dell’inizio dell’attività didattica”, rigettando l’istanza di tutela cautelare monocratica proposta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per la sospensione del provvedimento medesimo. Con la maggiore diffusione e l’aumentato fabbisogno di tali dispositivi aumentano, tuttavia, anche le situazioni poco trasparenti che riguardano la loro vendita, distribuzione e certificazione.  Le segnalazioni che riguardano dispositivi contraffatti, di dubbia provenienza, oppure semplicemente non certificati, che vengono presentati e venduti come dispositivi medici, sono ormai all’ordine del giorno”.

 

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