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corto trapani chiamparino

DOMODOSSOLA- 08-04-2015-  Questo il documento sulla medicina territoriale approvato ieri dall’assemblea provinciale del Pd, che viene così presentato al territorio e di cui probabilmente si parlerà col presidente Chiamparino venerdì alla Fabbrica: “Se pensiamo a come la società sia cambiata nel corso del tempo non dovremmo stupirci di sentir parlare di cambiamenti anche nell’organizzazione della cura e dell’assistenza al malato- si legge nel documento- negli ultimi anni si sta realizzando il tanto auspicato spostamento del baricentro dall’ospedale al territorio. Questo avviene per il continuo invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie correlate all’età avanzata, in particolare le malattie croniche. Avendo verificato quanto sul nostro territorio sia necessaria una modifica di metodo di cura riteniamo ormai non prorogabile una scelta politica forte che sviluppi e integri la medicina sul territorio e quella ospedaliera. La cronicità va affrontata con la medicina territoriale o medicina di iniziativa ovvero intervenendo prima dell’insorgere della malattia, con una medicina quindi che si occupa di promozione della salute con l’intervento di team multidisciplinari coordinati dai medici di medicina generale quali responsabili clinici ed assistenziali delle cure primarie sul territorio. Si rende necessario il passaggio dall’atteggiamento del medico di famiglia denominato di attesa o on demand, che risponde cioè ai problemi emergenti a richiesta del paziente, alla medicina sul territorio e vicina ai cittadini, intesa come il passaggio da un’offerta passiva e non coordinata di servizi ad un sistema assistenziale integrato in cui ogni soggetto coinvolto possa svolgere il proprio ruolo senza sovrapposizioni, garantendo al paziente interventi adeguati e differenziati in rapporto al livello di rischio. Non c’è un modo più semplice per dire che per noi, per il Pd, inizia un percorso di confronto in cui tutti dovrebbero fare la loro parte.
Noi vogliamo che i medici si sentano gratificati nello svolgimento della loro professione, e come già avvenuto per altre discipline è il momento di unire esperienze, competenze e iniziativa perché il paziente si senta rassicurato ed ottenga risposte soddisfacenti in tempi stretti. Riteniamo, e ribadiamo perché già detto altre volte, che non è possibile che esami basilari richiedano spostamenti in ospedale, code di attesa ed esiti da recuperare in un giro vorticoso di andate ritorno su strade di montagna. Lo possiamo fare in presidi intermedi, un tempo li chiamavano distretti, ne trovavi in molte valli, oggi si chiamano Aft. Il sistema basato sull’attesa, incentrato solo sull’ospedale, presenta dei punti deboli mal conciliabili con un sistema sanitario moderno incentrato più sulla persona che sulla patologia. Inoltre il vecchio sistema ha dei limiti di sostenibilità economica evidente a tutti; non risponde in modo adeguato della domanda di salute, tanti esami di routine cui seguono spesso non risposte, ed inoltre si verificano disuguaglianze di prestazioni in cui i soggetti più deboli soccombono nelle liste di attesa mentre chi può cerca altrove le sue risposte. Quindi perché non costruire un sistema più efficiente? Ci vorrà tempo?
Sicuramente, e anche determinazione e impegno da parte dei professionisti, degli amministratori e della politica. Il Partito Democratico vuole prendersi questo impegno, mettendo a tacere le polemiche e le demagogie di chi fatica a fare proposte e invoca alla conservazione di quel poco che c’è, per realizzare una sanità più accessibile e efficiente per il cittadini. Non aspettiamo che tutto avvenga per caso, perché il bisogno crescente obbligherà a mettere una pezza e si daranno risposte confuse, organizziamo un nuovo sistema a misura di Vco iniziando da subito”.

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