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VCO - 19-07-2021 -- Il 38% del territorio provinciale è considerato Zps, ovvero Zona di protezione speciale. Una superficie che copre 86.893 ettari. Tutti soggetti ai vincoli di "Rete natura 2000". Di queste aree 34.399 ettari sono coincidenti con SIC-ZSC (siti importanza comunitaria - zone conservazione speciale) soggetti cioè alle direttive europee "habitat" e "uccelli" dedicate ad aree di particolare pregio naturalistico.
Con una lettera inviata ai sindaci, ai parlamentari locali e ai direttori del parco nazionale della Valgrande e dell'ente delle aree protette dell'Ossola, il presidente della Provincia, Arturo Lincio fa presente la necessità di rivedere la perimetrazione di queste aree realizzata nel 2007. Conterrebbero infatti "numerosi errori e disattenzioni". Comprese nelle ZPS aree già antropizzate e non identificabili come habitat come lo scalo ferroviario di Domo 2, areee industriali, cave "storiche" e aree residenziali. "L'estensione e la sovrapposizione con aree strategiche per lo sviluppo territoriale ha portato all'aggravarsi delle dinamiche che già interessavano normalmente i territori montani, quali lo spopolamento e la difficoltà ad attrarre nuove attività economiche ed investimenti", si legge nella relazione allegata alla lettera che aggiunge come la legislazione italiana (D.M del 17 ottobre 2007) sia ancora più restrittiva della normativa europea prevedendo numerosi divieti nelle zone di potezione speciale come ad esempio l'impossibilità ad ampliare le stazioni sciistiche, di installare impianti eolici, di aprire nuove cave ecc.
La Provincia del VCO vuole invece effettuare una riperimetrazione della Rete Natura 2000 basata "su studi scientifici specifici che permettano di raggiungere gli obiettivi di salvaguardia ambientale senza bloccare le occasione di sviluppo economico", motivi di natura sociale ed economiche che la direttiva europea "habitat" all'articolo 6 considera "motivi imperativi di rilevante interesse pubblico", pertanto in caso di valutazione positiva (valutazione d'incidenza) i progetti potranno proseguire. Altra direttiva considerata è "Uccelli", la provincia chiede di considerare cave, scali ferroviari, aree industriali e urbanizzate escluse come luoghi non idonei alla conservazione delle specie né il loro habitat.

 


 

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