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CRAVEGGIA -13-03-2016- Non smettono di suscitare polemiche

le decisioni prese durante il consiglio comunale di Craveggia il 29 febbraio scorso in merito all'approvazione di un atto di indirizzo per l'individuazione di un'area di tutela a carattere transfrontaliero nel territorio della Valle dei Bagni. Lora Gubetta, presidente dell'Associazione Culturale Valle dei Bagni Onlus, pur non dichiarandosi contraria a priori, sostiene la necessità di una consultazione popolare, richiedendo al contempo spiegazioni più puntuali da parte della Giunta Comunale in merito a un progetto che andrebbe a toccare un'area molto amata dagli abitanti di Craveggia: "Da più parti mi si chiede, in qualità di presidente dell'Associazione Culturale Valle dei Bagni Onlus, di esprimere un parere, e di chiarire la posizione stessa dell' Associazione,  riguardante la delibera approvata dal Consiglio Comunale di Craveggia sull'adesione al progetto del parco Italo Svizzero in Valle dei Bagni di Craveggia- spiega Lora Gubetta- nella zona dei Bagni esiste da oltre 50 anni una riserva a tutela della fauna selvatica senza altri vincoli. 

La nostra Associazione, che mai è stata resa partecipe ne tanto meno invitata ad esprimere il proprio parere dai promotori del progetto Italo Svizzero,  non è contraria a priori al parco ma pensare che 6 persone decidano anche per il resto della popolazione mi spaventa, sarebbe opportuna una consultazione popolare, mi è stato detto che il Parco porterebbe tanti soldi, ma non esistono dati certi su questi fantomatici finanziamenti, ne sull'uso che si intenderebbe farne. Aderire ad un progetto così impegnativo con tanta superficialità, senza discuterne con la popolazione, è una mancanza di rispetto non solo verso tutta la cittadinanza ma anche verso la storia stessa del territorio in questione, in quanto molti documenti storici spiegano gli sforzi e la grande volontà con cui Craveggia si sia in passato preoccupata di costituire in Valle dei Bagni ad una quota poco superiore a quella dell'abitato di Craveggia, una comunità permanente, con lo sfruttamento delle risorse locali di pascoli e boschi una comunità umana che trovò i mezzi di sostentamento per un'esistenza meno precaria.   

Personalmente potrei trovarmi d'accordo sul parco a tre condizioni messe nero su bianco, quel tanto tanto denaro narrato dai vari amministratori  venga prima di tutto quantificato e utilizzato per la costruzione di una strada che colleghi Craveggia ai Bagni, che nessun vincolo impedisca di intervenire sui boschi con tagli selettivi, che si salvi tutto il patrimonio rurale ancora recuperabile, queste opportunità andrebbero a beneficio delle future generazioni di Craveggia e dell'intera Valle Vigezzo.

Per il momento l'ingente quantità di denaro speso per l'ultimo lifting dei  Bagni , non ha portato nessun beneficio alla nostra comunità e temo seriamente che eventuali vincoli posti dal parco possano rendere impossibili opere indispensabili per un concreto recupero dello stesso territorio".

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