1

 corto cartello dea

VERBANIA -21-04-2015-  Il segretario provinciale della Fimmg ((Federazione Italiana Medici di Medicina Generale)

Silvio Beltrami ed l presidente provinciale Flavio Ravasio rispondo alle polemiche degli ultimi giorni sulla questione dell’ubicazione del Dea nel Vco riportando un vecchio comunicato stampa sull’ospedale unico e sulla sua ubicazione, ribadendo che i diritti dei pazienti del Vco devono essere uguali, indipendentemente da dove essi abitano:“Quanto allegato ( vedi in fondo all’articolo dnr.) è il Comunicato Stampa che scrivemmo oltre dieci anni fa, da cui risulta chiara la nostra posizione di allora. Che è la stessa di oggi.  A parte il richiamo all’ Ospedale unico, ora fuori discussione, tutto il resto potrebbe essere stato scritto oggi. Invitiamo tutti coloro che non abbiano posizioni preconcette a rileggerlo con attenzione, e poi ciascuno tragga le proprie conclusioni.
Aggiungiamo solo poche ma importanti considerazioni. Da sempre la Fimmg si occupa di politica sanitaria, deve farlo, perché organizzare i servizi sanitari in un modo o in un altro è sicuramente una scelta politica, così come è sicuramente una scelta politica anche decidere di non decidere, o rimandare sempre all’infinito le decisioni, per scaricare le scomode responsabilità politiche che ciò comporta sulle spalle di altri.  Ciò di cui i Medici di Famiglia non possono e non vogliono occuparsi è la politica intesa come contrapposizione partitica. O peggio ancora come contrapposizione campanilistica o di territorio.  Su questo non diremo mai una parola perché non è nostro compito.
Noi ci occupiamo di assistenza sanitaria territoriale. Giusto parlare di Dea e ospedali, sono certo decisioni importanti, ma questo non è nostro compito.  E dunque non diremo mai dove debba essere collocato uno, due o tre Dea Così come non diremo mai se un reparto di degenza ospedaliera debba essere collocato qui o là. La F.I.M.M.G (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) rappresenta i due terzi dei Medici di Famiglia del Vco, i due terzi dei Medici di Famiglia del Piemonte, i due terzi dei Medici di Famiglia a livello nazionale.  Questo ci permette di avere una visione d’insieme del sistema sanità, e non legato ai particolarismi o alle contingenze di questo o quel territorio.  Questa è la politica che contestiamo, quella ripiegata sul mantenimento del proprio orticello, che non vede e non capisce che intorno a sé il mondo è cambiato.
 Ben pochi infatti finora si sono accorti che siamo alla vigilia una vera rivoluzione nell’organizzazione dell’ intera assistenza sanitaria, e noi ora abbiamo la possibilità di fungere da apripista, costruendo i servizi sanitari sulla base delle necessità di ogni singolo territorio.
La posta in gioco è proprio la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale, che si deve rinnovare oppure muore, e le forze in gioco che vogliono farlo morire sono forti e agguerrite, ci stanno lavorando da anni, ed i risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti.
La F.I.M.M.G. vuole il mantenimento ed anzi il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, che riteniamo sia il modo migliore di essere vicini ai nostri cittadini/pazienti, che devono avere gli stessi diritti ovunque abitino, a Omegna, Verbania, Domodossola, così come in val Formazza, in val Cannobina, o a Madonna del Sasso, in Calabria come al centro della Sicilia.
Questo vorremmo che fosse chiaro a tutti i cittadini del Verbano–Cusio-Ossola e alla Buona Politica che li deve rappresentare e costruire il futuro”.
 
Ecco il COMUNICATO STAMPA  del 2004
Verbania, 29 Novembre 2004

Il Consiglio Provinciale del Verbano-Cusio-Ossola dei Medici di Famiglia FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) ritiene opportuno dare il proprio contributo al dibattito che si va riaccendendo sul futuro assetto della Sanità nella nostra Provincia, esprimendo la piena approvazione e totale condivisione della posizione già precedentemente  assunta e recentemente ribadita dall’Ordine dei Medici. In particolare condividiamo l’inderogabile esigenza di un reale sviluppo di un’ efficiente rete territoriale dei Servizi Sanitari, che devono essere in grado di dare risposte adeguate alla domanda di salute della popolazione, riservando l’accesso all’ospedale solo ai casi di maggiore complessità e gravità, la necessità di un Ospedale nuovo ed unico per tutto il Vco. Quanto alla sua localizzazione ci pare che l’area più idonea non possa che essere quella più facilmente raggiungibile dalla maggior parte della popolazione, trasformazione dei presidi ospedalieri esistenti in presidi di Distretto, che continueranno ad erogare l’assistenza poliambulatoriale specialistica, con il sussidio di un adeguato Pronto Soccorso e dei servizi di laboratorio e di radiologia. In attesa della realizzazione del nuovo Ospedale unico, mantenimento delle strutture esistenti, senza depotenziamento dei servizi. Riteniamo che il dibattito svoltosi in questi anni sia stato fortemente viziato da una distorta e superata concezione ospedalocentrica della Sanità, in cui l’Ospedale viene ancora individuato erroneamente come l’unico centro deputato alla erogazione di servizi sanitari, mentre da almeno 15 anni la programmazione e la legislazione sanitaria sottolineano la necessità dello sviluppo di una rete territoriale. E’ compito del Distretto, inteso non come luogo fisico, ma come unità funzionale operante su un determinato territorio, organizzare ed erogare direttamente ed autonomamente i servizi sanitari necessari al proprio ambito territoriale in modo capillare, indipendentemente dalla presenza o meno dell’Ospedale.  Si deve anche essere consapevoli che la gestione attuale degli ospedali assorbe una quantità di risorse economiche ben superiore a quanto la programmazione assegna loro, sottraendo così di fatto risorse allo sviluppo di una rete sanitaria territoriale, che dunque, al di là delle affermazioni di principio, non viene messa in grado di potersi sviluppare. E’ appena il caso di sottolineare come in ciò non vi sia alcuna volontà di contrapposizione con l’ospedale, ma piuttosto la necessità di perseguire obiettivi di appropriatezza ed efficacia delle cure, senza confusioni di ruolo tra i compiti della medicina di primo, di secondo e di terzo livello, che deve essere chiara e percepibile non solo a livello organizzativo, ma anche al cittadino-utente. Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutti coloro che manifestano preoccupazioni per il progressivo depauperamento dei servizi sanitari.  E’ una preoccupazione che condividiamo completamente e che riteniamo si debba concretizzare nella difesa del Servizio Sanitario Nazionale, e per quanto la gestione ed in parte la programmazione siano demandate al livello regionale, riteniamo che a livello nazionale si debbano continuare a definire gli obiettivi di salute e gli standard di assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale. Mentre consegniamo alle Amministrazioni e alle forze sociali queste nostre riflessioni derivanti dalla peculiare posizione della Medicina di Famiglia quale osservatorio privilegiato, ci auguriamo che “la politica”, intesa nel senso migliore del termine, ne voglia tenere conto, ed abbandonate le contrapposizioni di principio, voglia operare quelle scelte che nel futuro potranno garantire una Sanità più efficiente per tutti i cittadini del Verbano, del Cusio e dell’Ossola.
                                Il Consiglio Provinciale FIMMG

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.