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DOMODOSSOLA- 30-07-2016- Il deputato del Movimento 5 Stelle

Davide Crippa interviene sui ventilati tagli alla polizia stradale domese criticando il Governo che da un lato dice di voler rafforzare la sicurezza, specie in una zona di confine e dopo avere stipulato convenzioni proprio con la Svizzera, e poi dall'altro lato dimensiona la sua struttura. “Veniamo a conoscenza- scrive tramite Monica Corsini del Movimento 5 Stelle Domossola Davide Crippa, deputato M5S del pericolo di ridimensionamento del Distaccamento di Polizia Stradale di Domodossola. Tale distaccamento è stato per anni uno dei pochi presidi sul territorio, garantendo oltretutto un alto livello di prestazioni per quanto riguarda i servizi di sicurezza alla cittadinanza.

Secondo il Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia (SIULP) 5 unità operative sarebbero in via di soppressione nel giro dell'anno venturo, senza contare che sarebbe in attuazione una sostanziale riduzione dei servizi di pattuglia.

Questa situazione va a sommarsi al trasferimento già attuato precedentemente di un'unità presso la Frontiera di Polizia e che altre sarebbero state congelate senza una reale sostituzione del servizio.

Leggiamo che nelle ultime settimane alcuni esponenti politici locali si sono prodigati nel cercare di portare la questione al Governo, sperando in un "intervento dall'alto" in modo da risolvere la situazione. Ci limitiamo a notare però su questo fronte il comportamento schizofrenico da parte di questo Governo che da una parte provvede a ridurre i presidi situati ai confini italiani, mentre dall'altra ratifica accordi a metà che di base aggiungono poco e nulla alla situazione attuale.

Un esempio fra tutti è il recente accordo tra Italia e Svizzera che si prefiggeva di realizzare una più efficace cooperazione bilaterale di polizia e doganale in materia di lotta alla criminalità, al terrorismo e ai traffici illeciti. Uno dei tanti accordi vuoti e di facciata considerando che questo non ha né un termine né ne è previsto il rinnovo. Un accordo a tempo indeterminato dai costi molto contenuti e che di base non è niente di più che un semplice rafforzamento del trattato di Schengen. Da una parte siamo quindi davanti ad accordi di facciata e dall'altra al taglio indiscriminato dei servizi di sicurezza. Insomma, la solita presa in giro”.

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