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DOMODOSSOLA- 04-08-2016- Il Vco produce 16 milioni di euro di canoni idrici,

oltre il 90% di questi soldi sono derivanti dalle centrali e centraline idroelettriche ossolane. Su questi soldi, che la Regione tiene per se, si gioca la sopravvivenza futura di questa Provincia. Ancora una volta l'Ossola, che ha il 50% circa di territorio e di popolazione del Vco, elargirà al resto del territorio i fondi derivanti dallo sfruttamento delle sue ricchezze ( storicamente in compenso ha sempre ricevuto un terzo di tutto, con la scusa della Provincia tripolare, perdendo in vent'anni decine e decine di milioni di euro ndr.). Nelle altre due Province montane, Sondrio e Belluno, le rispettive Regioni Lombardia e veneto lasciano interamente i fondi derivanti dallo sfruttamento delle acque nelle province di produzione, 18 milioni annui a Sondrio e 15 a Belluno. Il Piemonte, regione matrigna per il Vco, non ha mai voluto stabilire una quota di storno, concedendo di volta in volta, di anno in anno, pochi milioni di euro, tre o quattro all'anno, al Vco, e tenendosi il resto. Ora il Vco, tramite il presidente Stefano Costa, rivendica pari dignità e trattamento delle altre due Province montane: “Non siamo contrari alla gestione in quadrante che ha in mente la Regione- spiega Costa riferendosi alla macroprovincia che si vorrebbe creare accorpando le attuali Novara, Biella, Vercelli e Vco- ma chiediamo il riconoscimento di questa autonomia fiscale come successo per Belluno e Sondrio. Tra l'altro potremmo utilizzare questi soldi per fare prevenzione dei versanti, cosa che è una peculiarità della Regione, come avvenuto nelle altre realtà simili a noi”. Martedì mattina Costa era a Roma a batter cassa in vista della spartizione a settembre dei 148 milioni di euro che il Governo ha deciso di elargire a qualche Provincia: “In occasione della visita del presidente Matteo Renzi nel Vco- spiega Costa- ho scritto un memorandum di quattro pagine che gli ho consegnato. Non mi illudevo che lo leggesse ed invece sono subito stato contattato dal suo consigliere economico professor Marattin ed oggi sono al Ministero delle Finanze a Roma. Venerdì pomeriggio spero che i sindaci del Vco, convocati in assemblea per analizzare la grave situazione finanziaria del Vco sostengano la Provincia lanciando un ultimo accorato appello a Governo e Regione. Devo dire che in queste ore risuona l'assordante silenzio proprio della Regione, che non risponde alle nostre ragioni nonostante si sia l'unica provincia che non è in grado di chiudere il bilancio al 31 luglio”.

Tra le cause del dissesto finanziario del Vco, oltre alla principale, ovvero l'appartenenza a questa Regione, ci sono anche i soldi promessi e mai versati in tre anni dall'amministrazione Cota. Non è poi chiara la posizione del vicepresidente regionale Aldo Reschigna, verbanese che sicuramente lavora per creare il grande quadrante con la fusione delle quattro province a nord del Piemonte, ma non si è ancora visto se al contempo lavori anche per far ottenere qualche deroga al Vco in virtù della sua specificità.

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