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PREMOSELLO – 06-05-2015- Come spiega soddisfatto il primo cittadino Giuseppe Monti,

in occasione dell' 8° congresso nazionale della Società italiana di psicologia dell' invecchiamento che si terrà quest'anno a Pavia il 5 e 6 giugno, e avrà come tema “Invecchiamento e longevità” la Residenza socio- sanitaria di Premosello Chiovenda sarà presente con due comunicazioni scientifiche, di cui una realizzata in collaborazione con l'Istituto nazionale Mondino di Pavia e l'università di Pavia ( dipartimento di scienze del sistema nervoso e del comportamento). Nella relazione intitolata “Quali variabili predicono l'efficacia di un training strategico- metacognitivo?” cui parteciperà anche il direttore A.Lux, si spiegherà che “Gli interventi di stimolazione metacognitiva, come alternativa non farmacologica per ritardare il decadimento cognitivo, sono stati ampiamente studiati. Diverse ricerche testimoniano come gli anziani siano in grado di trarre beneficio dagli interventi di stimolazione mnesica, dimostrando come la memoria sia modificabile, ossia plastica, anche nell'invecchiamento. Un aspetto non trascurabile è che gli anziani si distinguono nel tipo di risposta, ossia nella quantità di incremento successiva al training. Le differenze individuali spiegano come ogni anziano tragga un diverso beneficio dall'intervento a cui è sottoposto. Se da un lato molti studi si sono concentrati sugli effetti degli interventi mnestici, dall'altro poche ricerche si sono occupate di capire le dinamiche, quali aspetti sono legati al miglioramento mnestico. Capire quindi da che cosa dipenda la plasticità mnestica risulta fondamentale. Lo scopo della presente ricerca è quello di identificare quali fattori, come ad esempio la riserva cognitiva, l'intelligenza ludica e cristallizzata, che determinano l'effettiva efficacia di un intervento. A tale scopo è stato coinvolto un gruppo di anziani, reclutati nella provincia di Verbania, che ha preso parte a un training strategico- metacognitivo. Dai dati emerge l'efficacia dell'intervento e interessanti relazioni fra fattori individuali, cognitivi e la plasticità. Tali risultati evidenziano la necessità di prendere in considerazione una moltiplicità di fattori per spiegare le differenze individuali della plasticità”. Un secondo intervento è dedicato ad una peculiarità da poco aperta nella struttura ossolana: “Tra dicembre 2013 e gennaio 2014 presso la Rsa di Premosello ha preso il via il Cafè Alzheimer dell'Ossola, con una serie di attività rivolte a persone affette da patologie dementigene, caregivers e volontari. Durante l'ultimo anno si è avuto modo di constatare l'efficacia percepita di questo modello di intervento direttamente dalle parole dei caregivers, da qui è nata l'esigenza di analizzare questa efficacia, affinchè questo genere di servizi possa rientrare a far parte degli interventi diretti alla cura delle persone affette da demenza, come sostegno alla domiciliarità. Dalla partenza del servizio si è deciso di analizzare lo stress, a cui sono sottoposti i caregivers, utilizzando lo strumento Cbi, baseline e follow up a 12 mesi. Inoltre sono stati confrontati due differenti gruppi di caregivers, uno partecipante al Cafè e l'altro no, rispetto alla somministrazione di Cope- nvi, per la competenza nelle strategie di adattamento, e la scala di autoefficacia percepita. L'ipotesi è quella di analizzare l'efficacia percepita psico- educativa e psico- sociale dell'Alzheimer Cafè dell'Ossola tra caregivers e non, come indicatori diretti”.

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