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b strada regione nosere

DOMODOSSOLA- 31-10-2016- Il Comune rinuncia al recupero della zona demaniale in regione Nosere, ed il Partito Democratico critica la decisione temendo che si apra al rischio “Far west”: “Con la Delibera di Giunta n° 112 del 29.09.2106 – spiegano la segreteria ed il gruppo consiliare domese del PD- questa Amministrazione ha deciso di rinunciare al recupero di una vasta area di proprietà demaniale in Regione Nosere sul territorio attraversato dal rio Bacenetto. La precedente Amministrazione aveva bloccato l' area di circa 42.000 mq -sita sia a sinistra che a destra della strada di accesso all' area industriale- pagando un canone annuo facilitato (all' inizio di circa 1.800 eu per arrivare ora intorno ai 2.000 eu) con l' intenzione di valorizzare l' area a scopo pubblico, prevenendo l' insorgere di situazioni di disordine, così come già purtroppo è successo in altri terreni demaniali contigui (zona “Prateria”).

Lo scopo finale – così come indicato dalla Delibera di Giunta n° 113 del 2012 – era quello di riqualificare l' area in abbandono “per la quota parte di territorio attraversata dal Rio Bacenetto,...per fini sociali di pubblica utilità...attraverso specifico progetto per attività collaterali alla destinazione “Parchi di uso pubblico” quali “orti sociali, percorsi ciclopedonali, attrezzature para-sportive, ecc.”, mentre sulla quota di territorio posta sul lato sinistro della strada di accesso... verranno ugualmente progettate opportune aree di parcheggio a servizio delle aree attrezzate”.

Alla partenza, il progetto si sarebbe limitato alla sanatura di una parte circoscritta del terreno (circa 2000 mq) per crearvi un primo nucleo di orti. Si ricorda che vi era – e tuttora è presente – una forte richiesta di mini appezzamenti ad uso di orto, sia da parte di molti pensionati, sia da parte di giovani disoccupati. Purtroppo, sono sempre mancati i circa 50.000 eu per effettuare i necessari iniziali lavori di movimento terra, mentre successivamente si sarebbe potuto procedere con opportuna convenzione con Associazioni per la gestione delle attività.

In tutti i casi, il possesso comunale, sottraendolo alla gestione demaniale, ha finora mantenuto quell' area al riparo da frazionamenti con trasformazioni casuali o, peggio, dall' insorgere di abusi come già visto nelle aree circostanti. Abusi – va sottolineato - forieri di disordine “sociale” oltre che urbanistico.

Ora, se questa Amministrazione ha espresso la volontà di non procedere nella direzione di un progetto organico, ciò vuol dire che il senso è quello opposto: l' area torna nella disponibilità del Demanio che non ha nessuna prerogativa di Programmazione Territoriale. Da qui, inevitabilmente, parte il segnale per l' apertura al “Far West” urbanistico: “liberi tutti” e via con lo spontaneismo anarchico!

E tanti saluti ai pensionati ed ai giovani disoccupati, alla loro speranza di un orto comunale ed alla realizzazione di un piccolo parco in regione Nosere”.

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