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TORINO- 12-05-2015- Pareggia a 11,74 miliardi di euro il bilancio approvato oggi dal consiglio

regionale, che ha trovato anche le risorse per mantenere emodinamica a Moncalieri. Al termine delle dichiarazioni di voto è intervenuto il vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, titolare del Bilancio, asserendo che, “questa legge fa i conti con la storia della Regione Piemonte e la sua eredità pesantissima che ha portato una evidente riduzione della capacità spesa. Importante avere ottenuto la nomina del presidente Chiamparino a commissario straordinario, un riconoscimento a una Regione che non nascondeva la realtà ma voleva affrontare la situazione. Abbiamo solo una carta per sopravvivere: guardare avanti facendo le riforme. Lo abbiamo fatto, e lo faremo sul Trasporto pubblico locale, sul rapporto Regione-Enti locali, e alle Province abbiamo riservato 40 milioni di euro contro i 10 del 2014. Dovremo fare un piano forte e concreto di alienazioni del patrimonio immobiliare, recuperando risorse sull’evasione e l’elusione fiscale. Tra residui passivi, debiti fuori bilancio della Sanità e negli altri comparti, e passività pregresse, la Regione ha in totale 6,6 miliardi di euro di somme da ripianare. Debiti enormi accumulati in 15 anni, il che significa corrispondere a bisogni impellenti degli Enti locali”. Il Bilancio pareggia a 11,74 miliardi di euro in termini di competenza e 15,51 in termini di cassa provvedendo alla copertura delle disposizioni della legge Finanziaria sul Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari e lo sblocco dei Fondi europei; il riordino dei conti con il pagamento anche dei debiti fuori bilancio, sfruttando l’opportunità dello slittamento della rata 2015 di ammortamento dei mutui con la Cassa depositi e prestiti. Vi è anche l’applicazione del decreto legge n. 35/2013 per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. Con le dichiarazioni di voto i vari gruppi hanno delineato le loro rispettive posizioni. Davide Gariglio (Pd) si è dichiarato “dispiaciuto per il contingentamento dei tempi del dibattito, ma i provvedimenti finanziari sono stati approfonditi e migliorati pur negli esigui spazi di manovra possibili. La Giunta si è dimostrata sensibile a proposte suggerite dall’opposizione. La condivisione, pur nelle ristrettezze economiche, ci ha consentito di filtrare le misure più utili fra quelle proposte. L’Aula si riappropria del ruolo di legislatore e il testo è stato migliorato”. Di diverso avviso Davide Bono (M5S) che, dichiarando voto contrario, ha detto di “non aver visto un clima di collaborazione nell’analisi del Bilancio, infatti siamo arrivati al contingentamento dei tempi. Questo è il primo Bilancio della Giunta Chiamparino, con molte ombre e mancata chiarezza sul futuro, come dimostra il rinvio delle rate dei mutui della Cassa depositi e prestiti. Così i problemi di Bilancio vengono rinviati al 2017, che sarà un anno orribile. Chiediamo al presidente Chiamparino di non firmare l’accordo con lo Stato che taglia il Fondo sanitario nazionale. Già la revisione della rete ospedaliera taglia i servizi. Bisognerebbe impedire al Governo Renzi di tagliare ancora la sanità”. Secondo Gilberto Picchetto (FI), “in un sistema con un Bilancio bloccato, la finanza derivata dallo Stato è fondamentale e la possibilità di movimentare risorse è minima. Dal punto di vista politico doveva essere illustrata dal documento una panoramica delle linee di indirizzo della nuova Giunta che, invece, non si sono viste. Avremmo voluto sapere qualcosa in più sulle politiche del lavoro, in una situazione drammatica come quella di oggi. Non possiamo arrivare al prossimo anno ancora con questo modello di politica regionale. Sul Trasporto pubblico locale occorre riaprire la partita, dobbiamo cambiare la politica assistenziale. Il governo regionale deve fare un salto di qualità”. Gianna Gancia (Lega Nord) si è domandata, “se in questa maggioranza ci sia una profonda mancanza di consapevolezza, che è la cosa più grave per chi fa politica, oppure vi sia una totale assenza di buona fede che ha bloccato le riforme. Ci saremmo aspettati più coraggio, meno sottomissione al neostatalismo renziano e, soprattutto, una visione di quello che può essere e diventare la nostra regione. Non vedo, infatti, una visione di lungo periodo. Molto poco è stato accolto di quanto proposto dalle opposizioni”. “Abbiamo lavorato insieme sugli emendamenti - ha dichiarato Marco Grimaldi (Sel) -. Così 15 milioni di euro tornano nel fondo sanitario, 15 milioni anche per il Trasporto pubblico locale e abbiamo  salvato l’Ipla. Ottimo lavoro visto che le Regioni hanno ridotto la spesa del 38%”. Maria Carla Chiapello (Moderati) è convinta che “nessuno ha poteri magici, ma questo è il miglior bilancio possibile, vista la situazione di partenza. Si sta risalendo la china, soprattutto in determinati settori cruciali. Questa è la Giunta regionale della ripresa, non delle tasse”. Secondo Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) “in base alle risorse disponibili sono state fissate delle priorità e le scelte conseguenti. Il dibattito in Consiglio ha dato spazio a diverse proposte. Abbiamo aumentato le risorse sul Trasporto pubblico locale, il diritto allo studio e la cooperazione internazionale”. Per Alfredo Monaco (Scelta civica) “è stato fatto un lavoro di cucitura e raccordo importante, pur avendo margini di manovra molto risicati. Stiamo uscendo dal baratro mettendo in sicurezza i conti e dando una prospettiva al Piemonte”. Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, che ha dimostrato apprezzamento per il lavoro dell’Assemblea, ha affermato che “questa Regione si è rimessa sulla rotta giusta, pur avendo preso in mano una nave in balia delle onde: siamo riusciti a uscire quasi dal piano di rientro per la Sanità. Abbiamo avuto anche la possibilità di assumere, e abbiamo dato un segnale con la nomina dei direttori delle Asl, esercitando indipendenza e autonomia politica: non è obbligatorio lottizzare e questo serve più di programmi e voli pindarici. Abbiamo aumentato l’addizionale Irpef, e lavoriamo per non farlo più, ma è stato fatto non a causa dei tagli del Governo Renzi, ma per tamponare una situazione che abbiamo trovato”. Sul confronto con il Governo nazionale, Chiamparino ha spiegato che “in merito al Fondo sanità, nella  legge di stabilità non c’è l’intesa per come tagliare. Abbiamo poi lavorato per far recuperare credibilità alla Regione, operazione riuscita nei confronti del ministero Economia e finanze, perché siamo andati a Roma con proposte e non con il cappello in mano. Sfruttiamo per la crescita i fondi strutturali. Dobbiamo costruire partendo dai problemi quotidiani per evitare ideologie o narrazioni vacue e risolvere i problemi concreti”. Prima della votazione finale del Bilancio, sono stati esaminati numerosi ordini del giorno e mozioni e di questi documenti ne sono stati approvati 25, presentati sia dalla maggioranza e sia dall’opposizione. Gli impegni richiesti hanno toccato numerose materie: diritto allo studio e libera scelta educativa; cooperazione internazionale; tutela della salute, profilassi ed edilizia sanitaria; informatizzazione; politiche sociali, microcredito e legalità; imprenditoria, artigianato e promozione delle Pmi; appalti pubblici; trasporti; turismo. Chiusa la partita del Bilancio, l’assemblea ha ancora approvato, all’unanimità dei votanti, una mozione del gruppo Pd per il mantenimento del laboratorio di emodinamica a Moncalieri.

 

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