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DOMODOSSOLA- 13-04-2015- Sos Ossola analizza i primi passi del direttore generale Asl Vco

Giovanni Caruso non mancando di evidenziare le differenze di presenze di strutture private convenzionate, la mobilità passiva del Castelli e la volontà di implementare il reparto di Emodinamica: “Il 1° maggio- spiega Bernardino Gallo- si è insediato il neo direttore che sta approfondendo la conoscenza dell'Asl Vco, incontrando dirigenti, operatori ospedalieri e del territorio, oggi. Ha fatto anche visita all'ospedale Castelli e spero che si rechi, presto, anche al San Biagio ove, il Dea ha tutti i requisiti, nonostante i tagli che ne stanno pregiudicando la qualità. Scontato che non affronti la questione Dea che è prerogativa dell'amministrazione regionale, come scontato partire e affrontare la medicina territoriale; ma se l'esempio è solo Cannobio, con tutto il rispetto e l'apprezzamento per i medici che lo hanno creato, i filtri per evitare affollamenti impropri al Dea e agli ospedali, sono per quantità e qualità molto circoscritti. Ci vuole ben altro nei territori, rammentando che in Ossola i distretti che funzionavano bene nelle valli sono stati smantellati da amministrazioni regionali e locali che si sono susseguite nel tempo. Ci vuole ben altro in ospedale, anche se distinto, o immediatamente nei pressi per evitare ingolfamenti di ospedali e Dea. Il Country Pediatrico a Domodossola è un esempio adeguato che ha intercettato nel 2014 circa 6.000 casi che non sono andati al Dea. In ogni caso, come ci siamo sforzati di chiarire, parlare di medicina territoriale prescindendo da dove sia il Dea e cosa facciano gli ospedali, è sbagliato e non solo perchè lo sosteniamo noi, ma normative e direttive nazionali. Facciamo presente che i "potenti" rappresentanti dei medici, tutti, hanno dichiarato uno sciopero generale sulla proposta della medicina territoriale. Noi siamo sempre del parere che il Dea del San Biagio debba restare e che al Castelli, Dea o non Dea, dovrà essere garantita l'emergenza urgenza in modo adeguato. Evidenziamo, però, che l'organizzazione, o disorganizzazione, del Castelli ha implementato la mobilità passiva raggiungendo vette di oltre il 70% dei parti nonostante che vi siano allocati i servizi dell'area materno infantile. Assegnandovi l'unico Dea cancellandolo a Domodossola, sarebbe un vulnus inaccettabile per la "Periferia dell'Impero" con danni notevoli agli utenti, e la mobilità passiva si incrementerebbe ulteriormente. Inoltre i costi sarebbero altissimi e i tempi biblici. Questioni non affrontate sono il riequilibrio territoriale, oggi a sfavore dell'Ossola che ha poco meno del 20%, oltre all'ipertrofia del privato convenzionato, assente in Ossola, che è del 60% rispetto all'attività pubblica che si ferma al 40%. Importante ci sembra anche la volontà del direttore di potenziare l'Emodinamica estendendola dalle due giornate attuali a sette così come ascoltare il territorio anche attraverso la rappresentanza dei sindaci nei prossimi giorni. Certamente la situazione finanziaria della Regione è disastrosa e, finalmente, si dichiara la verità che vi è una voragine creata negli ultimi quindici anni dalle giunte di tutti i colori guidate da Ghigo, poi e infine Cota. Questo buco si scarica in termini di tagli di servizi e aumento di tasse mantenendo, sostanzialmente integri, prebende e privilegi di giunta e consiglieri, che si sono dati solo una spolveratina. Un classico esempio di arroganza del potere e indifferenza per il popolo”.

 

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