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b consiglio re prefetto

RE- 28-11-2016- Infine, dopo una mezzoretta di discussione,

il Prefetto Iginio Olita ha dovuto ammettere che a Re arriveranno altri migranti, prima ne ha proposti 20, poi 15, ed infine 8 ( guarda il video). I sindaci e la popolazione hanno controbattutto al prefetto con i dati, usando le stesse parole e gli stessi dati forniti dalla prefettura. Consiglio comunale aperto lunedì pomeriggio a Re, e con la partecipazione del Prefetto Iginio Olita per parlare degli otto migranti arrivati sinora nel paese del Santuario su indicazione prefettizia. Un arrivo che il primo cittadino Oreste Pastore e la popolazione non hanno ben accettato, motivando la presa di posizione sia con l'imposizione effettuata nel giro di poche ore e senza preavviso, e poi con il fatto che a Re ci sono già alcuni dei migranti ospitati a Craveggia che fanno lavori socialmente utili durante il giorno, che è un paese di confine, dove di notte non c'è un controllo con personale e che non ha un agente della polizia municipale a tempo pieno. Ad assistere al consiglio c'erano anche tutti i sindaci degli altri comuni della Valle Vigezzo: “Già ad agosto un privato aveva messo a disposizione una struttura per 40 profughi- ha spiegato Oreste Pastore- questa cosa l'ho saputa il giorno prima che stipulasse un contratto con una cooperativa torinese. Avevamo seguito la situazione in più fasi, anche col prefetto, spiegando che avevamo molti turisti, la vocazione del Santuario è questa, e poi abbiamo ricordato il 2,5 per mille rispetto alla popolazione, in teoria a Re toccherebbero meno di due profughi, diamo anche integrazione con i 4 profughi che da Craveggia vengono per mezza giornata a lavorare. Il Prefetto ha detto “per il momento”, volevamo sapere se diventeranno 40... Dai consiglieri è arrivata la richiesta di un chiarimento sulle quote per l'accoglienza e se questa era legata solo alle strutture pubbliche, ricordando come a pochi chilometri ci sia una frontiera con gli svizzeri che hanno impegni da mantenere: “Come mai da un mese sono qui e non abbiamo ancora i dati personali, se sono stati vaccinati, se hanno fato i controlli sanitari”. Enrico Barbazza sindaco di Malesco e presidente Unione comuni Valle Vigezzo ha quindi aggiunto: “E' un argomento non facile- ha spiegato- tutto è condivisibile, quello che da più fastidio è che questi migranti arrivino all'insaputa di tutte le autorità presenti, come già ribadito in precedenti riunioni. E' stato rimarcato in molte occasioni che la situazione della valle, con l'alto numero di migranti, è quasi ingestibile”. Claudio Cottini sindaco di Santa Maria Maggiore ha rimarcato l'educazione e la disponibilità ad ascoltare della popolazione: “Sappiamo che lei è un esecutore, in qualità di rappresentante del governo- ha detto- è una scriteriata gestione dei migranti a livello internazionale. La cosa è però gestita in modo non corretto nei confronti del cittadini, noi assistiamo quotidianamente le arrabbiature di quelli che devono subire. E' la non pianificazione e il non utilizzo del cervello nella distribuzione. Ci sono amministratori di sensibilità maggiore su integrazione ed accoglienza, i profughi tra questi sono pochi e ci vogliono due anni prima che diventano clandestini. E' certo che quello che diciamo a lei deve arrivare in su, noi ne abbiamo piene le scatole dell'accoglienza, valore che dobbiamo perseguire tutti, le modalità sono pazzesche. Trentacinque a Craveggia sono largamente in abbondanza sulle ipotesi dell'Anci di 2,3 o 3 migranti ogni mille abitanti. Noi oggi siamo al 7-8% e rischiamo di arrivare al 12. Il ministro Alfano ha detto “A Milano basta profughi”, a Domo l'ha detto il suo sindaco, e lei giustamente ha risposto al sindaco, ebbene noi siamo nelle stesse condizioni. Punto vuole dire punto. La valle Vigezzo è “un comune”. Da Druogno a Re i profughi girano ed anche qui l'accoglienza e l'integrazione è stata realizzata, ma tutto ha un limite. La seconda faccia è quella dei cittadini della valle che iniziano a dire “Loro lavorano io sono a casa”. Dal pubblico presente è arrivato l'invito ad avvisare quando si mandano i migranti in un paese. E' stato poi sottolineato come i migranti sono di diversa “qualità”, non tutti arrivano da zone di guerra. Tra i presenti anche una ex dipendente della struttura alberghiera dove sono ospitati i profughi che ha chiesto come sono trattati. Dal pubblico anche la richiesta per sapere come verrà gestita la sicurezza in paese e per quanto tempo rimarranno qui: “I bambini vanno in stazione alla mattina presto, ed è incustodita al buio, possiamo fidarci? Qual' è la lista delle strutture che hanno dato la disponibilità? Ci sono altre strutture qui?”. Il prefetto Iginio Olita ha risposto per una mezzoretta a tutte le domande, rimarcando come aveva proposto ai sindaci del Vco di accordarsi tra loro, e che riteneva comodo che ogni comune del Vco accogliesse 5 migranti. Così non è andata e quindi è lui che deve scegliere dove mandarli a seconda delle disponibilità fornita dalle Cooperative: “Auspico che venga a livello nazionale fissato un dato certo in percentuale sul numero di migranti- ha detto- speriamo che l'incontro con l'Anci della prossima settimana sia utile in tal senso. Per questa situazione posso dire che a Re io non sono mai andato nell'albergo in questione, so che è molto grosso, l'ho visto passando. Importante è che la Cooperativa prenda contatti col sindaco, se ci fossero problemi d carattere sanitario la cooperativa ha l'obbligo di attivarla, non so se hanno attivato il corso d'italiano. La situazione è in continua evoluzione, mi chiedete quanto stanno qui, non lo so. Il flusso di profughi continua, di questo dobbiamo tener conto. In base agli arrivi in Sicilia noi sappiamo che una percentuale arriverà in Piemonte, di questi il 5% circa arriverà nel Vco”. Incalzato dal sindaco Oreste Pastore ha infine spiegato che arriveranno altri profughi in valle: “Se i comuni del Vco ne accettassero 5 a testa avremmo risolto il problema- la stessa cosa per voi, se in questa valle ne prendete 5 per comune li dividiamo e la popolazione si lamenta meno. In questa zona sono arrivate anche altre disponibilità ed io ho risposto di no”.

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