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b sci alpinismo neve

SEMPIONE- 28-11-2016- Tre alpinisti sono stati travolti da una valanga al Sempione. La notizia della caduta di una valanga risale a domenica pomeriggio, la novità è che sotto la neve ci fossero delle persone, peraltro del Vco. Una di esse, esperto escursionista, ha affidato il suo ricordo degli eventi alla sua pagina Facebook: “Oggi - spiega Marco Maffeis- avrebbe dovuto essere una giornata leggera, senza grattacapi, passata insieme ad amici di lunga data e altri (Arno) finalmente incontrati dopo anni di messaggi a distanza.Le abbondanti nevicate di tutta questa settimana hanno creato finalmente un buon fondo, ma solo oltre i 1800 m, per cui la scelta del Sempione è quasi scontata. Siamo un po’ incerti sulle condizioni che troveremo, avendo seguito per tutti i giorni scorsi l’evoluzione dei venti e delle precipitazioni, ma i bollettini pur con le dovute cautele non sembrano particolarmente preoccupanti. I feedback di due amici venuti in zona ieri ci confortano ulteriormente e in effetti giunti sul posto la situazione pare anche meglio del previsto. Certo i segni del vento sono ben evidenti, ma del resto qui al Passo è una costante. Osserviamo oltretutto increduli un paio di tracce del giorno prima proprio sopra il Passo, che definire audaci sarebbe un eufemismo … resta un mistero cosa spinga alcuni scialpinisti a tracciare come se non ci fosse un domani, il primo giorno di bel tempo dopo una settimana di abbondanti precipitazioni, a stagione appena iniziata … Noi oggi siamo un gruppo numeroso e molto eterogeneo, nessuna voglia di cercare grane, decisamente non ci sembra il momento. Per cui almeno per una volta, con grande fantasia, vada per l’ennesimo Breithorn in compagnia! L’unica perplessità è sul ben noto traverso sotto le pendici dell’Hubschhorn, ma una volta arrivati lì ci rendiamo conto che la situazione è tranquilla, il vento ha anche eroso un po’ e affiorano addirittura alcuni sassi. Sul resto dell’itinerario a nessuno, ma proprio a nessuno, è mai passato per la testa di dubitare delle condizioni. E cosi del resto devono aver pensato anche il centinaio di persone che oggi erano lì. Il Ghiacciaio sopra l’Homattupass è un lungo pendio bonario e regolare, con pendenze che non superano praticamente mai i 30°. Salvo ai margini, e sotto le pareti rocciose sulla destra. Appunto, salvo lì.Verso le 12.30, con Gianca e Sonia, ci troviamo circa 100 m sotto il Breithornpass, appena sotto il cambio di pendenza oltre il quale il ghiacciaio diventa ancora più pianeggiante. Nulla attorno è motivo di preoccupazione. Le rocce sono impiastrate di neve, ma le pareti sono talmente ripide che non ci potrà essere su chissà cosa. La cornice a destra del Breithornpass sì, quella è ben evidente, ma del resto è praticamente sempre così. E poi sotto la pendenza è davvero modesta … Improvvisamente sento una voce che urla qualcosa … mi guardo attorno e non capisco, ma il problema è sopra di noi … appena alzo gli occhi è tutto chiaro: dalla cresta sopra di noi si è staccato un lastrone enorme e il fronte nubiforme sarà già a non più di 50 metri. Un’occhiata a destra e a sinistra per cercare la fuga ma niente: il fronte è già larghissimo e noi siamo proprio in mezzo … siamo fottuti! Saranno passati 2-3 secondi, non di più … tutti e tre abbiamo uno zaino con il sistema Snowpulse … cazzoooo!!! La maniglia!!! Era tutto così tranquillo che non mi è neanche lontanamente passato per la testa che potesse servire! E’ un attimo, non mi resta che buttare giù gli sci e cercare di limitare i danni … ma dove cazzo vuoi andare con le pelli sotto gli sci su un pendio di neanche 30° e una montagna di neve alle calcagna??? Faccio giusto in tempo a prendere un minimo di velocità e sento la parte nubiforme che mi raggiunge con un sibilo sinistro … dopo credo un paio di secondi mi arriva sulla schiena il grosso, una spinta come se fosse entrato il turbo … sulla schiena, non sulle gambe, segno che la massa di neve è già preoccupante. Senza rendermene conto sto già rotolando e continuo a pensare: Coglione, la maniglia! Coglione, la maniglia! Coglione!!! Non posso lasciare cosi mia moglie, i miei figli, i miei genitori!!! Coglione!!! Lo sai benissimo come funzionano queste cose, possibile che ci sei cascato così??? E’ tutto esattamente come nei video e nelle testimonianze che per anni ho usato durante le lezioni ai corsi: ho perso il conto di quante capriole ho fatto … luce, buio … aria, bocca piena di neve, soffoco … ormai la bocca è piena di neve, inutile ripararsi la faccia … cerco di nuotare, o perlomeno di fare qualcosa di simile … mi sembra di esser sopra, poi improvvisamente il peso sopra la testa aumenta … no dai, ti prego no, non fermarti adesso … vado ancora giù e incredibilmente torno a galla … pazzesco, sono fuori! Mi fermo ma non riesco ancora a respirare: sto soffocando, sento la neve fino giù in gola … però sono fuori! Dal punto di travolgimento sarò sceso di almeno 200 – 250 metri … Credo mi ci siano voluti alcuni minuti per riuscire di nuovo a riprender fiato. Ho perso gli occhiali, i bastoncini e uno sci, mentre l’altro è ancora attaccato allo scarpone. Però per il resto sono miracolosamente illeso. Ma dove saranno Gianca e Sonia? Pochi secondi fa eravamo vicini … guardo in su e in giù, ma nessuna traccia di loro Dovrei cercarli, saranno sicuramente qui sotto da qualche parte … ma non ce la faccio! Respiro a fatica e ho iniziato a tremare. Mi sento impotente: i miei amici hanno bisogno di me e non riesco a riprendermi! Mi sento tremendamente in colpa per la mia impossibilità a fare quello che dovrei … Per fortuna iniziano ad arrivare alcuni altri scialpinisti, vedo che stanno già provando a cercare con l’ARTVA. Mi chiedono se sto bene e una ragazza mi porta un bastoncino. Arriva anche Mattia che era dietro, fortunatamente fuori pericolo, e cerchiamo almeno di chiamare i soccorsi. Fortunatamente il cellulare prende, e dopo un po’ di minuti, non so quanti, arrivano due elicotteri, cani, persone … non sappiamo se ci possano essere altri sotto, la valanga è enorme, per cui iniziano le ricerche. Cerco di riprendermi e inizio a scendere in qualche modo con uno sci solo fino ad un gruppo di persone in fondo al ghiacciaio. Fortunatamente lì ci sono anche Gianca e Sonia: loro sono riusciti ad attivare lo Snowpulse, ma hanno anche fatto una caduta doppia della mia … in realtà il pallone del Gianca è esploso già nelle prime fasi del travolgimento, per cui anche lui è un miracolo che sia fuori. Alla fine avrebbe potuto andare molto peggio, anche come numero di travolti. Solo mezz’ora prima, tra gente in salita e in discesa, sulla traiettoria c’era qualche decina di persone. Noi ce la siamo cavata rimettendoci occhiali, bastoncini e, curiosamente, uno sci a testa: tutta roba che sarà la sotto da qualche parte e che mi sa che non salterà fuori prima della tarda primavera. Restano, forti, gli interrogativi per capire come sia potuto accadere. Non per cercare responsabilità, sia chiaro: semplicemente per imparare la lezione, ed evitare se possibile che si ripeta in futuro. Forse semplicemente eravamo nel posto sbagliato al momento sbagliato … un po’ come una sliding door di montagna … questione di fortuna, anche.

Però penso anche che mi chiederò a lungo se quel distacco così anomalo sia stato spontaneo o provocato. Non per accusare nessuno eh, solo per capire. La zona del distacco è rimasta sempre in ombra, quindi sembrerebbe da escludere l’influenza dell’irraggiamento solare e della temperatura durante la mattina. Alcuni testimoni però mi hanno raccontato di aver visto alcune persone in discesa entrare sul pendio saltando giù dalla cornice qualche istante prima del distacco. Distacco che non è stato istantaneo, ma non si può escludere che quel sovraccarico abbia destabilizzato l’intero accumulo da vento che poi si è staccato poco dopo.

Nessuno infatti ricorda un distacco di simili proporzioni in quel punto, tanto che neppure i padri dell’Ospizio giù al Passo volevano credere al mio racconto, e continuavano a ripetermi che mi sbagliavo, che probabilmente ero da un’altra parte, perché in quel punto non si verificano mai valanghe … Vabbè va, facciamo che dal prossimo anno mi toccherà festeggiare un altro compleanno. Il 27 novembre. Perché oggi, in un certo senso, ricomincio una vita che per qualche istante ho pensato di non vedere più”.

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