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DOMODOSSOLA- 18-03-2015- Solo la specificità montana del Vco potrebbe salvare la Camera di Commercio dalla chiusura. In Piemonte infatti resteranno attive solo le Camere di commercio con almeno 80 mila iscritti, cifra impensabile per il Vco. A tal proposito si è svolta una riunione in Provincia: “È impensabile che il futuro del Verbano Cusio Ossola possa prescindere dalla presenza sul territorio della sua Camera di Commercio”: si conclude con queste unanimi parole l’incontro tenutosi presso la sede di Tecnocparco, alla presenza dell’onorevole Enrico Borghi, del consigliere provinciale Morandi, dei componenti la giunta camerale e del suo segretario. La riunione, convocata da Borghi e dal Presidente del Vco Costa, serviva per fare il punto sul futuro dei due Enti, Provincia e Cciaa, dopo che nella mattinata è stato licenziato dalla giunta regionale il disegno di legge che riconosce la specificità montana del territorio, che diverrà legge nelle prossime settimane essendo stata adottata la procedura di urgenza prevista nello statuto regionale. Ad oggi, perché una Camera di Commercio possa salvarsi dalla chiusura, è necessario abbia iscritte 80.000 imprese, un numero impensabile per una Provincia piccola come quella del Verbano Cusio Ossola, tuttavia, evidenzia Borghi “nel disegno di legge sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche che inizierà il suo iter in Commissione al Senato la prossima settimana, c’è la possibilità di inserire uno specifico emendamento, in sinergia con le altre Province montane di Sondrio e Belluno, che consenta di fare salve le Camere di Commercio site nelle aree vasta di montagna”. “Credo – continua Borghi – che le professionalità presenti presso la Camera di Commercio e i servizi che la stessa ha reso nel corso degli anni, anche nei progetti Interreg, siano indispensabili per il nostro territorio. Una Provincia montana, con le sue specificità, non può non avere al suo fianco una Camera di Commercio altrettanto specifica”. “Si tratta – interviene il presidente Goggio – di una opportunità interessante che deve essere perseguita. Noi come Camera siamo pronti a lavorare con il massimo dell’impegno come abbiamo sempre fatto. Anche in questi momenti di crisi siamo riusciti a investire importanti risorse per le nostre imprese. Quello che però chiediamo sono le risorse: senza quelle ogni discorso diviene privo di senso. Quindi sì al mantenimento dell’Ente Camerale, ma solo se lo stesso sia messo nelle condizioni di potere lavorare nel migliore dei modi”. “Un aiuto in questo senso – sottolinea Morandi – potrebbe venire proprio dal disegno di legge regionale che, in attuazione della riforma Delrio, prevede per la Provincia non solo competenze amministrative, ma anche specifiche risorse economiche per il territorio”. Nei prossimi giorni l’On. Borghi incontrerà i colleghi di Belluno e Sondrio, l’On. Roger De Menech e il Sen. Mauro Delbarba, per ragionare su un modello comune che sarà presentato alle rispettive Regioni al fine di salvaguardare la permanenza delle Camere di Commercio nelle tre Province montane.

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