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corto corsia ospedale

DOMODOSSOLA- 23-05-2015- Parlare del Dea, e della sua ubicazione a Domo,

e non di medicina territoriale, argomento che sarebbe uno specchietto per le allodole, anzi il "cavallo di troia" della Regione per attuare i suoi piani sanitari senza considerare il volere territoriale sul Dea. Così il gruppo Sos Ossola, che invita i sindaci a sollecitare la Regione su una decisione in materia di sanità: "All'inizio di questa settimana- scrive Gallo, presidente di Sos Ossola- c'è è stato il primo incontro tra il neo direttore generale Asl Vco Giovanni Caruso e la rappresentanza dei sindaci formalmente eletta, Mellano, presidente, Marchionini, Quaretta, Cattrini e Monti. La giudichiamo positiva, dal punto di vista della legittimità della rappresentanza, messa in discussione da precedenti iniziative della regione e locali. In quel giorno vi era la luna nuova, ma di nuovo nel dialogo non c'è stato quasi niente. Il direttore è stato ligio alla consegna della Regione, per la quale si deve discutere di medicina territoriale a livello locale, mentre altro, "già affrontato tecnicamente", come Dea, emodinamica e tempi di attesa, sono scelte dirette della Regione o conseguenti a provvedimenti della medesima, come la copertura degli organici che dovrebbe essere legata, prevalentemente, alla riduzione dei tempi di attesa di prestazioni ed esami. Rammentiamo che, nella nostra realtà, la sofferenza maggiore è delle strutture sanitarie ossolane a partire dall'ospedale San Biagio e a favore delle strutture private convenzionate molto ridondanti con doppioni pubblico privato ma anche con eccellenze. Non ci meraviglia la strategia del neo direttore generale, ma ci stupisce il comportamento remissivo dei sindaci, abbastanza silenti e che, in qualche esternazione, si sono limitati a un approccio estetico psicologico della figura di Giovanni Caruso, mentre la presidente parrebbe si sia allineata al pensiero unico dominante del suo partito dichiarando che è stufa di parlare di Dea e che è necessario affrontare il "cavallo di battaglia" che è la medicina territoriale, mentre noi pensiamo che sia un cavallo di Troia. La medicina territoriale, che in Ossola è stata smantellata, ha molti ostacoli che riguardano le resistenze della categoria dei medici generali di famiglia e pediatri, oltre che la non consapevolezza dell'esigenza di una duplice impostazione finalizzata ad avvicinare l'offerta sanitaria ai cittadini sul territorio e impedire l'ingolfamento di ospedali e Dea, come è stato realizzato al San Biagio con il Country Pediatrico e il Punto nascite che nel 2.014 ha curato e drenato circa 6.000 utenti tra donne e bambini che non hanno affollato il Dea. Noi pensiamo che questa strategia di attesa, soprattutto dei due sindaci ossolani, sia perdente per tutto il Vco e favorisca il disegno di fregare il Dea al San Biagio mentre è necessaria una strategia più incisiva e continua per difendere i servizi, del Vco e dell'Ossola cenerentola, che ha solo poco più del 15% dei posti letto pur avendo il 40 % della popolazione e viene penalizzata sempre di più. Sollecitiamo al sindaco Cattrini un incontro per stabilire strategie e azioni concertate anche se  prendiamo atto che alcune nostre indicazioni siano state approvate e confermate anche da insieme per un dono. Ribadiamo che nella nostra realtà complessa e specifica, il nord e il sud della provincia deve avere una organizzazione emergenziale che deve essere anche al Castelli. Alla giunta regionale che afferma di non cedere ai localismi, rammentiamo che il Vco e nel suo ambito particolarmente l'Ossola non è un localismo e siamo stanchi d'essere considerati la "Periferia dell'Impero" pur nella consapevolezza della difficilissima situazione finanziaria ereditata da giunte precedenti di tutti i colori partitici nei passati 15  - 20 anni da Ghigo a Bresso per finire a Cota. Non ne accettiamo la politica torinocentrica che penalizza le periferie, politica quasi sempre praticata dalla regione Piemonte con due sole eccezioni: quelle della presidenza Aldo Viglione  e di Vittorio Beltrami ai quali esprimiamo un pensiero di gratitudine”.

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