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OIRA DI NONIO- 07-06-2015- Oggi ad Oira di Nonio si sono ricordati tutti i caduti della Resistenza, in particolare il domese Silvestro Curotti, medaglia doro al valor militare: “Oggi a Oira di Nonio ho commemorato Silvestro Curotti "Dom"- spiega sulla pagina Fb l'onorevole Enrico Borghi- dicendo che il rispetto dei martiri della libertà prevede oggi un soprassalto etico. I partigiani non diedero la vita per una Repubblica in cui si lucra sui soldi per gli immigrati, in cui le banche manipolano i dati, in cui si truccano le partite. E chi milita in un partito antifascista, come il mio, deve ogni giorno farsi l'esame di coscienza tra i valori e i comportamenti. E, se del caso, fare un passo indietro prima che lo faccia fare un giudice. Senza un risveglio etico, l'Italia rischia di perdersi. Ma l'esempio di Curotti (uno contro 100) ci dice che quando i valori sono giusti, alla fine si affermano”. Nato a Domodossola nel 1920, caduto ad Oira di Nonio il 3 giugno 1944, decoratore edile, Medaglia d'Oro al Valor militare alla memoria. Grande sportivo, durante la seconda guerra mondiale Curotti aveva partecipato alle operazioni belliche in Jugoslavia con il I Reggimento d'artiglieria alpina del gruppo"Aosta". Rientrato in Italia, dopo l'armistizio entrò nelle formazioni di Filippo Beltrami, nelle quali divenne responsabile di una squadra volante di arditi-sabotatori. Curotti partecipò con gran coraggio alle battaglie di Gravellona, di Cegli e di Strona. Nel giugno del 1944, incaricato di recuperare con i suoi uomini le armi e gli esplosivi lanciati da aerei degli Alleati nei pressi di Oira, Curotti cadde in un'imboscata tesa da un reparto di un'ottantina di SS tedesche. Avrebbe potuto mettersi in salvo, ma decise di disimpegnare i suoi uomini e di salvare il materiale. Ci riuscì, ma tagliato fuori dai suoi e pressato dai tedeschi, non poté che barricarsi in un casolare disabitato. Per quattro ore tenne testa da solo ai nemici che gli intimavano di arrendersi. Alla fine, sotto il tiro dei mortai che avevano mandato in fiamme il suo ultimo rifugio, terminate le munizioni, lanciate le poche bombe a mano rimaste, per non cadere prigioniero si sparò l'ultimo colpo di pistola. Il suo eroismo impressionò a tal punto i tedeschi, che le SS gli resero l'onore delle armi. Aveva 24 anni.

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