DOMODOSSOLA - 13-6-2025 -- Sarà presentato questa sera, venerdì 13 giugno, presso gli impianti sportivi della Cappuccina a Domodossola, il nuovo libro di Antonio e Luca Ciurleo dedicato alla storia del quartiere. L’appuntamento è fissato per le 21.15. Il volume, intitolato “Centro Opere Cappuccina: la fine di un sogno? (1953-2025)”, edito da Landexplorer - KDP, ripercorre oltre settant’anni di vicende legate a uno dei luoghi più significativi della vita sociale e religiosa domese, dal primo arrivo di padre Michelangelo fino all’annuncio, avvenuto di recente, della partenza definitiva dei frati prevista entro la fine dell’estate. La serata sarà moderata dal giornalista Maurizio De Paoli e vedrà la partecipazione degli autori e di Samuel Piana.
Riprendiamo dalla prefazione di De Paoli:
Dopo Da Abissinia a Cappuccina, il racconto di un quartiere nato “grazie” a una parrocchia, e Padre Michelangelo, una vita per gli altri, dedicato al frate che fece il “miracolo” di trasformare una periferia anonima in una vera comunità, Antonio e Luca Ciurleo ci regalano questo nuovo volume, che rischia inevitabilmente di avere il sapore un po’ amaro della nostalgia.
Già, perché dal giugno di quest’anno, la Cappuccina non sarà più quella che è stata per 72 anni, dall’arrivo a Domodossola, nel dicembre del 1953, di Giovanni Falcioni da Beura, padre Michelangelo, un religioso che ha saputo interpretare al meglio la vocazione dei Cappuccini, conosciuti anche come “i frati del popolo”.
Alla Cappuccina tutto è iniziato da una piccola chiesa disadorna, ancora immersa nel verde dei campi che man mano si riempivano di case, costruire al di fuori di ogni piano urbanistico per ospitare famiglie che giungevano soprattutto dal Sud della Penisola in cerca di un lavoro in una terra di frontiera per loro così diversa e lontana.
La grande intuizione di padre Michelangelo è stata quella di mettere al centro della sua missione pastorale la famiglia, a iniziare dai piccoli. Sono così nate, per iniziativa del frate, affiancato da una serie di sostenitori e benefattori: la Casa del fanciullo, l’asilo, il Treno dei bimbi mentre il Comune, chiamato a fare la sua parte, ha provveduto negli anni a realizzare gli edifici che oggi ospitano la scuole primarie Kennedy e le medie inferiori Floreanini.
Un ruolo importante nel creare un’identità di quartiere l’ha avuta anche Radio san Francesco (Radio Effe Esse), voluta da padre Michelangelo, convinto dell’importanza crescente della comunicazione per intrecciare tessuti di relazioni.
Tutto così straordinario, tanto da sembrare un “miracolo” o un sogno.
Poi, improvviso, il brusco richiamo alla realtà, il 31 maggio 2024, con l’annuncio che i frati lasceranno la Cappuccina. Le vocazioni sono in calo; non ci sono religiosi a sufficienza per continuare a garantire una presenza a Domodossola.
A nulla valgono appelli, proteste, raccolta di migliaia di firme, lettere a papa Francesco e al superiore generale dei frati Cappuccini. La parrocchia, guidata per quarant’anni da padre Michelangelo e per trent’anni da padre Fausto, non viene soppressa, ma affidata al clero diocesano. Il futuro delle opere è tutto da ripensare. La Radio cede le sue frequenze ad un’altra emittente francescana.
Inevitabile la delusione degli abitanti del rione, comprensibile la loro ansia per il futuro.
Sono sentimenti che Luca Ciurleo sintetizza nella conclusione del bel saggio che completa questo volume, intitolata Miracolo dell’integrazione, dove scrive:
«L’abbandono dei frati apre una nuova pagina della comunità, e soprattutto pone una serie di dubbi molto forti sul futuro. Riuscirà, ora, la comunità a portare avanti il discorso di integrazione, soprattutto dopo che tante opere verranno vendute? Verrà riproposto il Carnevale della Cappuccina? E se sì riprenderà lo stesso schema? Si tornerà danzare la tarantella oppure ci saranno altre contaminazioni? La comunità sarà in grado, senza la guida di figure come i frati, di continuare il suo percorso di integrazione oppure tutto questo finirà?».
L’augurio è che la Cappuccina, grazie alla collaborazione di tutti (abitanti, istituzioni, nuovo parroco) sappia scrivere nuove pagine all’altezza di quelle che sono raccontate in questo volume.


