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winehot

ROMA - 3-7-2025 -- C’è anche un pezzo di Domodossola tra i protagonisti della finale nazionale de Ivisionatici Music Festival, in programma il 9 luglio all’Eur Social Park di Roma. Il concorso, tra i più seguiti nel panorama emergente italiano, ha visto in gara oltre 500 artisti e ha attraversato l’Italia con 13 tappe live da nord a sud, per arrivare ora all’ultimo atto.
Tra i 20 finalisti scelti, pronti a esibirsi davanti a una giuria composta da nomi noti del mondo musicale e giornalistico – tra cui Chiara Galiazzo, Domenico Marocchi e Noemi Serracini – ci sono proprio loro: i Winehot, band street popformata da quattro giovani musicisti domesi.
A condurre la serata sarà Andrea Prada, mentre sul palco si deciderà chi porterà a casa il ricco montepremi da oltre 30.000 euro.
Abbiamo fatto due chiacchiere con la band prima della partenza per Roma.

Come nasce il progetto Winehot?
«Tutto è iniziato quando Momo (voce) e Nico (basso) si sono conosciuti a un concerto scolastico del liceo. Poi sono arrivati Ale alla batteria e Simo alla chitarra. Da lì la band ha preso forma.»
Come descrivete il vostro stile?
«Lo chiamiamo street pop: una miscela di hip hop, rap e funk che ci rappresenta al 100%.»
Avete già calcato palchi importanti, giusto?
«Sì, abbiamo partecipato al Festival di Castrocaro e al Tour Music Fest. Però ci siamo accorti che oggi non basta saper suonare...»
In che senso?
«Parlando con etichette e produttori ci dicevano: "Spaccate, ma non avete 100k follower, non fate abbastanza contenuti". Insomma, oggi conta più l’apparenza che la musica vera.»
E da lì è nato “Fai il serio”?
«Esatto. È la nostra risposta a questo sistema. Un brano pop-rap, diretto, che fa ballare ma manda un messaggio chiaro: siamo stanchi di un mondo che preferisce chi fa i reel a chi sa stare sul palco.»
Com’è arrivata la partecipazione al contest?
«L’iscrizione risale a gennaio… quasi ce ne eravamo dimenticati perché non credevamo di potervi entrare. E invece eccoci qui.»

I Winehot porteranno a Roma la voce della Val d’Ossola e il loro sound energico e autentico. Per una sera, sotto le luci dell’Eur, sarà la musica a parlare – non gli algoritmi.