VCO - 11-7-2025 -- Trent’anni di discussioni, promesse e cambi di rotta. Trent’anni in cui l’ospedale unico del VCO è rimasto un’eterna bozza mai trasformata in progetto. A fine anni ‘90 c’era chi lo voleva a Piedimulera (centrodestra con Guarducci), chi invece puntava sulla conservazione dei due presìdi (centrosinistra con Rabaioli, che ci vinse pure le elezioni nel 2004). Da allora, il tempo è passato. Le parole pure. I cantieri no.
Oggi la novità è che a dividersi non sono più solo le fazioni storiche o il Verbano e l’Ossola, ma lo stesso centrodestra che governa ovunque: in Regione, a Roma… e nei comuni. L’assessore Riboldi (FdI) apre all’ospedale unico e incontra i sindaci “pro”, mentre il sindaco di Ornavasso – pure vicino a FdI – punzecchia la Lega, contraria e favorevole a un nuovo referendum. Preioni rilancia l’idea del voto popolare, mentre Montani (Lega) invita a “evitare provocazioni” e difende il collega, pur criticando l’alleato.
Nel frattempo, i medici continuano a chiedere una struttura unica, i cittadini si curano dove possono, e la sanità locale arranca tra carenze croniche. La politica però pare in buona salute.
E la conclusione? Forse arriverà tra altri trent’anni. O con un altro referendum. O con un miracolo. A proposito, per i delusi il santo a cui votarsi è San Camillo de Lellis (1550-1614). Patrono degli ospedali, degli operatori sanitari, dei malati e degli infermieri. In alternativa, ricolgere supplica a Santa Rita da Cascia, patrona delle cause impossibili.
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