ORNAVASSO – 17-7-2025 – Paolo Crosa Lenz, per conto del la stazione di Ornavasso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Xa Delegazione “Valdossola”, ricorda l’ amico Marco Saglio Salti, alpinista e volontario del soccorso, scomparso nel 1990 a soli 33 anni per un tragico incidente di montagna. Nei giorni scorsi alcuni amici sono tornati sul luogo della tragedia, nel gruppo del Monte Bianco, per rendergli omaggio. Ma la targa che lo ricordava è scomparsa, inghiottita dai cambiamenti della montagna.
Marco Kiuni Saglio Salti (1963 – 1990) è stato un bravo alpinista e volontario della Stazione di Ornavasso del Soccorso Alpino. Nell’estate 1990, con l’amico Giorgio Sacco, è caduto precipitando in un burrone durante l’avvicinamento al Petit Dru nel gruppo del Monte Bianco, dove avevano in progetto la salita della “diretta americana”, un itinerario molto impegnativo che aveva rappresentato l’avvento della moderna tecnica di arrampicata sulle Alpi. Kiuni conosceva bene la montagna, perché due anni prima con l’amico guida alpina Alberto Giovanola, aveva percorso una parte della “diretta” poi respinti dal maltempo che li aveva costretti ad un’impegnativa e pericolosa ritirata.
Tutta la “seconda generazione” del Soccorso Alpino di Ornavasso aveva scalato con lui e condiviso ideali alpinistici e solidi rapporti di amicizia. Con Claudio Beltrami aveva salito da Simplon Dorf (senza bivacco) la nord del Fletschorn. Con Paolo Crosa Lenz la prima ripetizione dell’infinita cresta sud della Jazzi sul Monte Rosa. Con tanti amici verbanesi aveva salito itinerari impegnativi sulle Alpi.
Dopo la sua scomparsa, da trent’anni il Soccorso Alpino di Ornavasso e il Gruppo Walser Urnafasch organizzano ogni primavera, sulla vetta dell’Eyehorn (la montagna più alta di Ornavasso) un raduno invernale in memoria di tutti i caduti in montagna del paese.
L’anno successivo all’incidente, amici del Soccorso Alpino di Ornavasso andarono sul luogo dell’incidente a porre una targa in memoria. Dopo 34 anni, domenica 13 luglio, quattro uomini del nostro Soccorso Alpino e tre “vecchi” amici verbanesi sono tornati per confermare una dolorosa memoria mai sopita. Non sono riusciti a raggiungere la targa, perché i cambiamenti della montagna, la chiusura della funivia di Montanvers il ritiro del ghiacciaio di Argentièree il movimento morenico hanno inghiottito tutto. Anche la targa, come il Kiuni sono tornati in una montagna che fu sua.


