DOMODOSSOLA – 17-7-2025 -- Domodossola si prepara a prendere posizione sul futuro assetto del sistema scolastico locale. Domani sera il Consiglio comunale sarà chiamato a deliberare sulla proposta di riorganizzazione da trasmettere alla Provincia, in vista del piano regionale che prevede un ridimensionamento delle autonomie scolastiche.
Secondo le attuali stime, il Verbano Cusio Ossola dovrà rinunciare a due dirigenze scolastiche. Una delle due verrebbe a decadere naturalmente a Domodossola, in seguito al pensionamento di un dirigente attualmente in carica. L’altra riguarderebbe invece l’Istituto comprensivo dell’Alto Verbano, che potrebbe essere smembrato tra le scuole di Verbania e Cannobio.
Fino a pochi mesi fa, sembrava prendere corpo l’ipotesi di un’unificazione delle scuole domesi in un unico grande istituto comprensivo, in grado di unire le scuole primarie e secondarie sotto un’unica dirigenza. Un progetto ambizioso, apprezzato da parte del corpo docente delle scuole medie per le potenzialità in termini di progettualità e offerta didattica. Oggi però, lo schema appare destinato a cambiare radicalmente.
L'orientamento attuale, sarebbe quello di tornare a una configurazione simile a quella degli anni Novanta: due istituti distinti, ciascuno con un percorso completo dall'infanzia alla secondaria di primo grado. In questo assetto si prevede l'accorpamento delle Milani con la scuola media Ungaretti da un lato, e dall'altro la Kennedy con la Giovanni XXIII.
Chi sostiene questa proposta parla di una “divisione funzionale” che favorirebbe la differenziazione dell’offerta formativa, stimolando una sana competizione tra le due realtà. A favore di questo impianto si sono già espressi i Consigli comunali di Masera e Trontano.
Domodossola, con il voto di domani sera, potrà rafforzare questa linea o proporne una alternativa, in un processo decisionale che si inserisce in una cornice più ampia e complessa, coordinata dalla Provincia e infine dalla Regione.
Va ricordato che le modifiche entreranno in vigore solo a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Ma le scelte politiche e amministrative di questi giorni contribuiranno a delineare in modo netto il futuro delle scuole del territorio, dei loro dirigenti e dei circa 1.600 studenti che le frequentano.


